Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Oltre 10 mila i civili uccisi o feriti in Afghanistan nel 2017

By   /   19 febbraio 2018  /   Commenti disabilitati su Oltre 10 mila i civili uccisi o feriti in Afghanistan nel 2017

Attentato afghanistanSecondo il rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per la Missione di Assistenza in Afghanistan (UNAMA) i civili uccisi o feriti nel 2017 sono ben 10.453, di cui 3.438 morti e 7.015 feriti.

Nell’anno in esame, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, c’è stata una riduzione complessiva del 9% rispetto al 2016, la maggiore dal 2012 nel confronto anno per anno.

Questi numeri sottolineano il grandissimo contributo di sangue che la popolazione afgana sta pagando per questa lunghissima e sanguinosa guerra che, dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2017 (anno in cui la UNAMA ha cominciato a registrare i dati), ha provocato la morte di 28.291 civili e il ferimento di 52.366.

La diminuzione del succitato 9% risulta principalmente dal minor numero di scontri armati tra le forze governative e quelle non-governative (Talebani, Daesh/Islamic State Khorasan Province –ISIL/KP), mentre, rispetto agli attacchi suicidi (autobombe o ordigni esplosivi – IED) il numero è aumentato: pari al 22% delle vittime (morti o feriti), di cui il 16% causato dagli attacchi nella sola capitale, Kabul.

L’attacco più disastroso è stato quello del 25 agosto alla Imam Zaman Shi’a Mosque, situata nell’area Qalae Najarah di Kabul, avvenuta durante la preghiera del venerdì e che provocò la morte di 35 persone e il ferimento di altre 65.

Gli attacchi suicidi sono, quindi, quelli che hanno provocato il maggior numero di vittime: il 17% in più rispetto sempre al 2016, con 57 attacchi suicidi e altre forme di attentato che hanno causato 605 morti e 1.690 feriti. Secondo il rapporto, il 65%, è stato causato dalle forze non-governative – di cui il 42% ai talebani, il 10% ai gruppi combattenti dello Stato Islamico, il 13% indeterminato; il 20% dalle forze governative, di cui il 2% alle forze internazionali; l’11% dagli scontri armati sul terreno; il 3% a causa degli ordigni inesplosi durante la guerra e infine l’1% dai bombardamenti dal Pakistan in Afghanistan.

Il rapporto UNAMA contiene anche le raccomandazioni a tutte le parti coinvolte nel conflitto (Forze governative, non-governative e della missione internazionale) affinché si sforzino a evitare il coinvolgimento dei civili, osservando le regole internazionali umanitarie e dei diritti umani.
di Vito Di Ventura
Il rapporto completo e dettagliato, denominato “Protection of Civilians in Armed Conflict – Annual Reports 2017” è sul sito: “https://unama.unmissions.org/protection-of-civilians-reports

    Print       Email

You might also like...

Brexit: ancora problemi per la May

Read More →