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Sochi tra poche luci e molte ombre

By   /   1 febbraio 2018  /   Commenti disabilitati su Sochi tra poche luci e molte ombre

Sochi 2018Si sono conclusi ieri a Sochi i colloqui sul futuro assetto politico della Siria tra i rappresentanti del governo siriano e le forze di opposizione. I risultati sono stati l’accettazione dei principali punti per una risoluzione politica e l’accordo di formare un Comitato per le riforme costituzionali.

Dal comunicato rilasciato al termine degli incontri si legge che: “Il popolo siriano deve determinare il futuro del proprio paese in via democratica… in linea con i diritti e doveri internazionali della Siria”. In concreto, le parti hanno convenuto sulla sovranità e sull’integrità territoriale della Siria, sul non intervento esterno, sui diritti delle autonomie, sull’eguaglianza di stato e di diritto, sull’avviamento delle riforme pubbliche e sulla lotta al terrorismo. A promuovere le riforme costituzionali sarà il Comitato di 150 membri, tra forze governative e opposizioni.

Questi risultati vengono visti, dai più ottimisti, come un primo e significativo passo verso la soluzione della pace in Siria. Come è il caso dell’inviato speciale ONU per la Siria, Staffan de Mistura, che ritiene i risultati raggiunti a Sochi “un passaggio dalla teoria alla pratica”, e che costituiranno la base dell’agenda per i prossimi colloqui ufficiali di Ginevra, sanciti dalla risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unico foro riconosciuto dalla comunità internazionale.

Ai colloqui di Sochi hanno preso parte circa 1.500 delegati, con l’esclusione di alcuni gruppi come il Syrian High Negotiation Committee sostenuto dall’Arabia Saudita e il Syrian-Kurdish Democratic Union Party, sostenuto dagli Stati Uniti, che hanno boicottato la conferenza.

In realtà, la conferenza non è stata priva di forti tensioni e scontri tra i vari delegati, e le profonde divergenze non sono state superate. Peraltro, le su accennate assenze gettano una più che giustificata ombra sulla affidabilità del futuro Comitato.

Restano dunque le divergenze e Mosca, che voleva svolgere il ruolo di primo attore, non ha raggiunto i suoi obiettivi di chiudere la partita tra i vari contendenti.

La situazione resta immutata o quasi, e le forze governative, sostenute da Mosca, considerato i vantaggi ottenuti sul campo, non sono propense ad accogliere le richieste dei gruppi di opposizione. Senza dimenticare che gli interventi di vari soggetti geopolitici a livello globale e regionale, come l’offensiva lanciata dai turchi contro i curdi, complicano e offuscano il processo di pace.
di Vito Di Ventura

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