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Giorno della Memoria. Che valore ha nella società contemporanea?

By   /   27 Gennaio 2018  /   Commenti disabilitati su Giorno della Memoria. Che valore ha nella società contemporanea?

Il 27 gennaio di ogni anno, dal 2005 e per volere delle Nazioni Unite, si ricordano le vittime dell’Olocausto messo in atto dalle truppe naziste durante il XX secolo. La data scelta dall’Assemblea generale dell’ONU per commemorare questo giorno non è casuale, ma coincide con il momento in cui l’Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz durante la sua avanzata verso la Germania. In Italia il Giorno della Memoria è stato formalmente istituito nel 2000 ed oltre a ricordare le vittime della Shoah, punta a mantenere viva la memoria sulle leggi razziali, le persecuzioni e le deportazioni dei cittadini italiani, ma anche tutti coloro che a rischio della loro vita si sono opposti a questo progetto criminale. Obiettivo principale di questa ricorrenza è stato negli anni il mantenere viva la memoria su una delle pagine più tristi della storia contemporanea, per evitare che l’Europa ed il mondo dovessero compiere di nuovo un errore così terribile.

CharlottesvilleProprio in quest’ottica sarebbe il caso di focalizzare l’attenzione delle persone sul ritorno, neanche troppo velato, di certe ideologie che, in maniera più o meno palese, utilizzano metodi, toni, frasi e ideologie tipiche delle forze politiche autrici delle leggi razziali e dell’Olocausto. Inutile negare che gli episodi degli ultimi anni, dalle “manifestazioni” dei suprematisti bianchi a Charlottesville alla marcia nazifascita di Varsavia dello scorso 11 novembre, si stanno moltiplicando notevolmente dimostrando che, il lavoro fatto fino ad oggi non ha sortito gli effetti desiderati.

VarsaviaMa perché proprio in questo periodo storico si ha un ritorno così forte di ideologie che nulla di buono hanno prodotto?Sicuramente la situazione economica, i flussi migratori e le sempre più incapaci politiche messe in atto per risolvere i problemi nazionali ed internazionali, hanno creato un pericoloso parallelismo con gli anni nei quali queste ideologie ebbero origine. Non si può dimenticare che il NSDAP, Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, arrivò ad ottenere la cancelleria sfruttando il malcontento dei disoccupati, degli ex soldati e degli operai, stremati dalla pesante crisi economica in cui versava la Germania. Senza dimenticare l’utilizzo strumentale e la manipolazione di alcuni episodi, come per esempio l’incendio del Reichstag, per far leva su un’opinione pubblica sempre più alla ricerca di soluzioni semplici ed immediate. Questo modus operandi è lo stesso che alcune forze politiche stanno riproponendo, senza neanche troppa rielaborazione, in questi anni. L’invasione, la difesa della nazione, le crisi architettate a tavolino sono tutti esempi dei temi sui quali si basano le politiche di molti gruppi a livello globale e che in alcuni casi hanno portato a risultati politici inaspettati.

Quindi l’obiettivo della Giornata della Memoria, oggi più che mai, non deve essere solamente il ricordo fine a se stesso, ma il ribellarsi ed il combattere quotidianamente contro il ritorno del nazismo e del fascismo aiutando le persone a comprendere che c’è differenza tra nazionalismo e patriottismo, tra flussi migratori ed invasione, tra un mercato globale equo e l’isolazionismo, ma soprattutto che la colpa degli errori commessi dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi non può essere attribuita ad una “razza”, un’”etnia” o ad un gruppo ristretto di persone, ma deve essere distribuito equamente tra tutti noi, perché proprio la parola equità garantisce l’equilibrio, la giustizia, i diritti ed il rispetto delle libertà di ogni persona senza esclusione alcuna.

Di seguito alcune frasi che dovrebbero farci pensare e che se sentite, anche in forma leggermente diversa, dovrebbero aprirci gli occhi mostrandoci la direzione che stiamo intraprendendo.

Gli ebrei sono indubbiamente una razza, ma non sono umani.” Adolf Hitler – Mein Kampf (1925)

I negri sono delle mezze scimmie.” Adolf Hitler – Mein Kampf (1925)

Gli stati attuali, che pensano solo ad un onere finanziario, concedono la cittadinanza al primo venuto, senza tenerne in considerazione la razza. Essere cittadino tedesco non è uguale all’avere nelle vene sangue tedesco.” Adolf Hitler – Mein Kampf (1925)

La Francia, in misura sempre maggiore, integra il suo esercito con gli elementi di colore del suo gigantesco impero e, dal punto di vista della razza, si va così rapidamente “negrizzando”, che in verità si può parlare della nascita di uno stato africano sul suolo europeo. Se questa mescolanza continuasse per altri trecento anni, sparirebbero gli ultimi resti di sangue franco e si formerebbe un compatto stato africano-europeo che va dal Reno al Congo, popolato da una razza inferiore, figlia di un costante imbastardimento.” Adolf Hitler – Mein Kampf (1925)

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