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Elezioni catalane: vince l’instabilità politica

By   /   22 dicembre 2017  /   Commenti disabilitati su Elezioni catalane: vince l’instabilità politica

Elezioni CatalognaLe urne hanno dato un responso che apre ad uno scenario di governance difficile e alla instabilità politica.

Nonostante Ciudadanos, il partito di Albert Rivera e Inés Arrimadas – quest’ultima la vera protagonista della scena politica – abbia ottenuto una chiara vittoria e un risultato storico con il 25% dei voti e 37 seggi, 11 in più rispetto alle precedenti elezioni, difficilmente sarà in grado di governare. Né aggiungere i loro seggi a quelli dei Socialisti (17 seggi) e del Partito Popolare (3 seggi) basta per ottenere la maggioranza richiesta di 68 deputati, poiché in totale raggiungono 57 seggi.

Ancora una volta i tre partiti indipendentisti, nonostante i suoi leader sono in carcere o in esilio in Belgio, raggiungono la maggioranza assoluta con 70 seggi sui 135 disponibili nel Parlamento di Barcellona. Infatti, Junts per Catalunya (JxCat) del Presidente in esilio a Bruxelles, Carles Puigdemont ha ottenuto 34 seggi, davanti alla Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) di Junqueras, in carcere, con 32 seggi, mentre la Candidatura d’Unitat Popular (CUP), si è fermato a 4 seggi.

Il vero perdente è il premier spagnolo Mariano Rajoy, e il suo Partido Popular crolla da 11 a 4 seggi. Anche i socialisti di Miquel Iceta, con 17 seggi, non hanno raggiunto le aspettative e sono lontani dal ritorno che i sondaggi avevano previsto. Né possono contare sul sostegno a Catalonia in Comú, che ha perso 3 posizioni, ottenendo solo 8 seggi, ma che ha già posto il veto a un patto con una coalizione di governo che include PP o Ciudadanos.

Le elezioni, che hanno registrato un’affluenza senza precedenti, attorno all’82%, pongono un grosso dilemma: il principale candidato alla presidenza della Catalogna, Carles Puigdemont, si trova in Belgio insieme ad altri 4 parlamentari, e se rimettono piede in terra spagnola saranno arrestati; il suo vicepresidente, Junqueras, capo del secondo partito indipendentista, è in carcere insieme ad altri 4.

Carles Puigdemont, nella conferenza stampa, commendo il risultato delle consultazioni ha ribadito per ben due volte che: “La Repubblica catalana ha battuto la monarchia sull’articolo 155… Rajoy è stato sconfitto”. Inoltre, ha chiesto che il governo destituito venga “restituito” al paese, e che tutti i “detenuti politici” siano liberati.

Ma al momento sembra molto difficile che possano occupare il loro posto in Parlamento e partecipare all’elezione del Presidente. Infatti, la sessione costitutiva dell‘assemblea catalana dovrà tenersi entro il 23 gennaio, il primo turno dell’elezione del Presidente per il 10 febbraio. Se per aprile non sarà stato possibile eleggere il nuovo presidente scatterà lo scioglimento automatico dell’assemblea con nuove elezioni a fine maggio.
di Vito Di Ventura

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