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Ancora polemiche sulla Brexit

By   /   13 Dicembre 2017  /   Commenti disabilitati su Ancora polemiche sulla Brexit

Brexit 3Che non sarebbe stato un divorzio facile, consensuale, lo si sapeva, ma le polemiche dopo l’accordo tra la May e Juncker riaccendono gli animi. Ad innescare la miccia è stato il ministro britannico per la Brexit David Davis dicendo che l’accordo è da intendere come un’accettazione di “intenti” piuttosto che di “valore legale” e che Londra potrebbe fare marcia indietro qualora non vengano chiariti e definiti gli accordi commerciali.

In una intervista alla BBC, Davis ha detto che la Gran Bretagna non onorerà il pagamento dei 40-45 miliardi di Euro, il prezzo del divorzio accettato dalla May, se non verrà garantito un accordo commerciale con l’Unione Europea, entro marzo 1919, data stabilita dalla stessa May.

Ma da Bruxelles è stato chiarito che l’accordo May-Juncker, pur essendo un “accordo tra gentiluomini”, avrà valore legale quando sarà pari pari inserito nell’accordo finale della Brexit. Concetto ribadito dal capo dei negoziatori dell’unione Europea, Michel Marnier, per il quale “tutti i punti dell’accordo sono conclusi” dopo l’intesa raggiunta appunto tra Theresa May e Jan-Claude Juncker, e che ha aperto la strada al prossimo summit dell’Unione Europea sulla questione dei rapporti commerciali. “Vigileremo e non accetteremo alcun passo indietro da parte UK”.

Anche il governo tedesco, per bocca del ministro europeo tedesco, Michael Roth, ha chiesto alla May di essere chiara nel comunicare al pubblico britannico i recenti accordi sulla Brexit. “Bisogna parlare a Londra come a Bruxelles”, riferendosi al discorso che lo scorso lunedì la May ha tenuto al Parlamento, nel quale sembra suggerire che il prezzo per il divorzio sia subordinato al futuro accodo commerciale, in contraddizione con quanto invece approvato a Bruxelles.

Anche per Philippe Lamberts, il rappresentante dei Verdi del gruppo parlamentare europeo per la Brexit, il comportamento britannico non aiuterà certo a facilitare le relazioni commerciali con i Paesi europei del dopo Brexit poiché “Come può essere presa complessivamente sul serio se si comporta come un gangster nelle relazioni internazionali?”.

Le linee guida dell’accordo saranno approvate nella riunione di venerdì a Bruxelles ma la fase due potrà aprirsi solo se gli impegni saranno tradotti in termini legali. Tuttavia, gli accordi commerciali non si avvieranno prima del prossimo marzo 2018, per dare al governo britannico il tempo necessario per fornire “ulteriori chiarimenti” su cosa voglia dalle future relazioni con l’Unione Europea.
di Vito Di Ventura

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