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È morto Charles Manson il criminale più famoso degli anni ‘60

By   /   20 novembre 2017  /   Commenti disabilitati su È morto Charles Manson il criminale più famoso degli anni ‘60

È morto di morte naturale presso l’ospedale californiano di Kern County, all’età di 83 anni, Charles Manson, il serial killer che, a capo della setta denominata “The Family”, terrorizzò l’America, facendo uccidere dai suoi seguaci 9 persone, tra cui la famosa attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski che quella notte si trovava in Europa.

Il suo nome è stato a lungo associato al diavolo, Satana, come lo aveva definito il procuratore Vincent Bugliosi, per il terrore che aveva scatenato nell’estate del 1969.

L’attrice Sharon Tate era incinta di 8 mesi quando fu pugnalata con 16 coltellate il 9 agosto 1969. Quella stessa notte furono uccisi altre 4 persone, tra cui la celebre ereditiera del caffè Abigail Folger e il famoso parrucchiere Jay Sebring. Gli assassini scrissero, con il sangue delle vittime, sulla porta di casa la parola “Porci”.

La notte successiva vennero uccisi Leno LaBianca e sua moglie Rosery, lasciando ancora una volta sul muro e sul frigorifero la scritta col sangue “morte ai Porci” e “Healter Skelter”, il titolo malscritto della famosa canzone dei Beatles “Helter Skelter”.

Manson fu condannato a morte per l’uccisione di Tate e dei LaBianca, ma nel 1972 la pena fu trasformata in ergastolo a vita. Anche se Manson non partecipò materialmente alle macabre uccisioni, fu ritenuto il mandante, anche quando era in prigione, dell’uccisione dell’insegnate di musica Gary Hinman, e dello stuntman Donald “Shorty” Shea.

La vita di Charles Milles Manson, nato a Cincinnati nel 1934 da Kathleen Maddox, una ragazza appena sedicenne che viveva di prostituzione e reati vari, è stata costellata di reati a vario titolo e di periodi trascorsi in prigione. Proprio in prigione, a contatto con criminali incalliti, imparò come avviare le donne alla prostituzione e gestirle, ma studiò anche necromanzia, magia nera, motivazione subliminale e ipnotismo, ed imparò a suonare la chitarra, e a comporre canzoni.

Nel 1967 abbracciò la fede hippie e formò il gruppo, prevalentemente di donne, chiamato “La Famiglia”, per il quale Manson, dal forte carisma, era considerato il messia, leader religioso e morale. Il gruppo si stabilì nel Spahn Ranch, nei pressi di un posto usato per i film Western e di show televisivi, vivendo, tra droga e sesso di gruppo.

Manson voleva diventare una rock star. Uno dei suoi seguaci lo presentò a Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys, che compose nel 1969 la canzone “Never Learn Not to Love composta da Manson. Wilson presentò Manson al produttore musicale Terry Melcher, che poi lo snobbò, scatenando, probabilmente, la sua vena omicida.

Al processo si presentò con una “X” in fronte, che poi negli anni incarcera ha trasformato in una svastica. Non si è mai pentito, come anche altre 2 sue seguaci ancora in carcere.

di Vito Di Ventura

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