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Trump e l’Accordo sul nucleare iraniano: Molto rumore per nulla

By   /   14 Ottobre 2017  /   Commenti disabilitati su Trump e l’Accordo sul nucleare iraniano: Molto rumore per nulla

President-TrumpAncora una volta il Presidente Donald Trump ha dato fiato, e questa volta l’obiettivo è stato l’Iran e l’Accordo sul nucleare raggiunto a fatica dalla passata amministrazione Obama e dalla comunità internazionale.

Ieri ha annunciato al mondo intero che non firmerà il decreto anzi ha chiesto al Congresso di approvare nuove sanzioni contro l’Iran; sanzioni che furono tolte dopo l’accordo in questione.

Trump ha definito l’Iran “regime fanatico” e “sponsor del terrorismo”, e l’accordo sul nucleare, noto come “Piano d’Azione Comune Comprensivo (JCPOA)”, una delle peggiori e unilaterali transazioni che gli Stati Uniti abbiano mai fatto.

Per dare corpo alle sue affermazioni, ha fatto riferimento a quello che ha chiamato “un massiccio aiuto in contanti di 1,7 miliardi di dollari da parte degli Stati Uniti”, senza tuttavia precisare che si trattava di fondi iraniani congelati dopo l’occupazione dell’Ambasciata Americana a Teheran, del 1979, e ridati al legittimo proprietario dopo la rimozione delle sanzioni.

Nella sua accusatoria Trump ha dichiarato che l’Iran sta facendo accordi con la Corea del Nord e non è aderente allo spirito dell’Accordo in quanto continua a finanziare i terroristi, gettare benzina sul fuoco dei conflitti e alimentare confusione in tutto il Medio Oriente. Si è scagliato contro il Corpo Islamico Rivoluzionario dell’Iran (IRGC), più noti come Pashdaran, e ha invitato il Congresso a modificare il “Nuclear Agreement Review Act” – la legge che gli richiede la certificazione dell’Iran – rafforzandone l’applicazione per impedire all’Iran di sviluppare un missile balistico intercontinentale.

Ma al di là delle parole restano i fatti. E i fatti dicono che l’Accordo è ancora in vigore e non ci sono nuove sanzioni. Come direbbe William Shakespeare: “Much Ado About Nothing” – Molto rumore per nulla. Cosa resta allora? Rimangono le parole e il durissimo tono, come sempre minaccioso, con cui sono state pronunciate.

Naturalmente la risposta di Teheran non si è fatta attendere, ma anche da parte della Comunità Europea, Germania, Francia e Gran Bretagna, firmatarie dell’Accordo sul nucleare, cui si sono aggiunte le preoccupazioni della Russia. Gli unici che si sono schierati a favore sono stati Israele e Arabia Saudita.
di Vito Di Ventura

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