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Oxford revoca il premio per i diritti umani alla Aung San Suu Kyi

By   /   5 ottobre 2017  /   Commenti disabilitati su Oxford revoca il premio per i diritti umani alla Aung San Suu Kyi

Aung-san-suu-kyiTempi duri per il Premio Nobel per la Pace 1991, Aung San Suu Kyi. Il suo silenzio sulla repressione della minoranza etnica musulmana Rohingya da parte dell’esercito, ha smosso le coscienze di molti, specialmente dopo la condanna pubblica da parte di Malala Yousafzai, attivista pakistana e Premio Nobel per la Pace del 2014.

Il suo silenzio è stato interpretato come assenso, ovvero giustificazione o quanto meno indifferenza di ciò che avveniva e questo ha meravigliato tutto il mondo che invece la riteneva eroina e coriacea lottatrice per i diritti umani, che pur di non piegarsi al volere delle autorità militari del suo Paese, aveva accettato la prigionia e poi gli arresti domiciliari.

Per lei tutto il mondo politico si sollevò e per questo ora lo stesso mondo si ripiega su se stesso e la condanna perché si sente tradito. Un voltafaccia che lede la credibilità delle sue battaglie e del suo credo morale, ma che colpisce anche quanti hanno creduto che lei incarnasse quegli ideali.

Così, il Consiglio Comunale di Oxford ha votato all’unanimità la cancellazione del premio per i diritti umani alla Aung San Suu Kyi, per le “profonde” preoccupazioni sul trattamento dei musulmani Rohingya da parte del governo del Myanmar (ex Birmania), di cui la San Suu Kyi è Consigliere di Stato, Ministro degli Affari Esteri e Ministro dell’Ufficio del Presidente.

Insignita del Premio Nobel per la pace nel 1991, la San Suu Kyi non ha preso posizioni contro gli attacchi militari che hanno portato alla repressione e costretto oltre mezzo milione della minoranza Rohingya a fuggire dal Bangladesh e rifugiarsi nel Myanmar.

Secondo il membro del partito laburista, Mary Clarkson, che ha proposto la mozione, ne va della reputazione della città poiché non si può onorare coloro che chiudono gli occhi alla violenza, che l’ONU ha definito come una pulizia etnica “da manuale”. Ma la San Suu Kyi ha negato ogni tipo di pulizia etnica e respinto numerose rivendicazioni di violenza sessuale contro le donne di Rohingya.

Ma secondo il responsabile di Amnesty International per la regione, James Gomez, la San Suu Kyi il suo discorso è stato “poco più di un mix di falsità e vittimismo”.

La Oxford University St Hugh’s, dove la San Suu Kyi si è laureata, ha rimosso il suo ritratto, mentre l’Unison, il secondo sindacato più grande della Gran Bretagna, ha annunciato che avrebbe sospeso la sua adesione di membro onoraria.

Dopo Oxford altre città stanno prendendo le distanze dalla leader birmana e così anche il Consiglio Comunale della città Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, ha annunciato che a breve adotterà un simile provvedimento.

di Vito Di Ventura

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