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Ansia e impulsività, le principali nemiche dell’investimento

By   /   21 Settembre 2017  /   Commenti disabilitati su Ansia e impulsività, le principali nemiche dell’investimento

investimentiUno degli argomenti più dibattuti tra gli esperti del mercato finanziario, ma soprattutto tra i neofiti del settore è senza dubbio la tempistica dell’investimento. Come e dove investire sono concetti che possono infatti fare la differenza tra un investimento di successo con profitti interessanti e una totale debacle. Per evitare catastrofismi e risultati tennistici, è importante innanzitutto avere buone basi di economia finanziaria, per non lasciare nulla al caso, e poi studiare attentamente i mercati.

Secondo gli esperti del team di consulenza finanziaria indipendente di Moneyfarm, non è possibile stilare il decalogo dell’investimento perfetto, ma il risparmiatore ideale deve saper riconoscere i segnali del mercato, evitando il fai da te e facendosi supportare da una figura specializzata. La stessa company italo-britannica sottolinea quanto sia complicato prendere la decisione sugli acquisti e le vendite. Molto spesso, a seguito di un andamento positivo, l’investitore è tentato da una vendita che comporterebbe una plusvalenza positiva. Il segno negativo è invece facilmente interpretabile come un “campanello d’allarme” che potrebbe portare ad una vendita troppo affrettata.

La lettura degli andamenti è una caratteristica che deve riguardare anche i meno esperti, perché talvolta non è sufficiente assistere ad una performance negativa per due periodi consecutivi per procedere alla vendita. Le preoccupazioni sono infatti sempre lecite, ma non sempre la scelta di vendere è razionale e segue i reali sviluppi di mercato. È pressoché scontato che in materia finanziaria molto spesso cuore e pancia prevalgono sul cervello: l’investitore prende spesso decisioni affrettate, si arrende all’emotività invece di analizzare scrupolosamente ogni dettaglio, anche in base alle proprie caratteristiche e alla propria propensione al rischio. È infatti scontato ricordare che un cambio di investimento, l’entrata o l’uscita di un titolo da un paniere o da un contenitore finanziario potrebbe risultare un’operazione persino più rischiosa di una maggiormente conservativa. Ad un periodo negativo segue infatti molto spesso una curva ascendente, che potrebbe fare le fortune di un investitore paziente.

L’esempio lampante di quanto una tattica troppo poco attendista possa essere deleteria, è dato dall’analisi dell’andamento del portafoglio Virgilio nel corso di 17 anni pubblicata su Adviseonly. Si tratta di un prodotto finanziario bilanciato, che al suo interno contiene un numero uguale di azioni e obbligazioni. I rendimenti settimanali di questo portafoglio in dollari americani oscillano in 7 casi su 10 tra il + e il -1%. In alcuni periodi “delicati” anche per il mercato internazionale, come quello del 2000 o del 2008 il portafoglio ha fatto registrare preoccupanti cali. Se però si guarda al rendimento complessivo nello storico anno per anno, il grafico di Virgilio fa segnare una performance complessiva nel corso di 17 anni che si attesta sul +139%. Ogni anno, questo portafoglio ha consentito ai propri sottoscrittori un rendimento medio lordo del 4,7%. Uno sguardo più esperto potrebbe essere attratto più dai risultati negativi che da quelli positivi, ma la realtà è unica: rendimenti settimanali e annuali sono due facce della stessa medaglia, vanno solo analizzati con cognizione di causa. L’esempio di Virgilio è anche utile ai meno esperti per valutare la bontà della diversificazione: è bastato un portafoglio diviso esattamente a metà per capire quanto sia importante investire piccole quote in strumenti totalmente differenti tra di loro. Attraverso questo escamotage e un’analisi a mente fredda degli andamenti è possibile ottenere rendimenti importanti. Ansia e preoccupazioni sono le principali nemiche di un investitore, un dettaglio da non sottovalutare per chi si approccia al mercato del trading online.

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