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Andamento mercato del lavoro 2017: il confronto con l’anno precedente

By   /   21 settembre 2017  /   Commenti disabilitati su Andamento mercato del lavoro 2017: il confronto con l’anno precedente

lavoroAlla fine di agosto, l’Istat ha reso noti i dati relativi al mercato del lavoro per il mese di luglio: la disoccupazione sale all’11,3%, con un amento del +0,2% rispetto al mese precedente. Aumentano al contempo gli occupati, con +59mila unità, e diminuiscono gli inattivi, -115mila. In soldoni: aumentano le persone che pur non avendo un lavoro, si mettono alla ricerca di un’occupazione facendo crescere il tasso di disoccupazione, ovvero il numero di persone che vanno a caccia di un impiego ma non lo trovano. Per lo stesso identico motivo, inoltre, aumenta anche la disoccupazione giovanile, che a luglio 2017 si attesa al 35,5%.

La quota totale degli occupati sale sopra i 23 milioni ed è la prima volta dal 2008: da 9 anni non si riusciva a sfondare questo tetto. Il totale è di 23.063 persone occupate, mentre scorporando i dati sui nuovi occupati, l’aumento è di 42mila unità dei lavoratori dipendenti – 23mila stabili e 19mila a termine – e 17mila indipendenti. Rispetto allo stesso periodo del 2016, il numero degli occupati è aumentato di 294mila unità. Rispetto a luglio dell’anno scorso, la crescita riguarda sia uomini sia donne con i lavoratori dipendenti +378mila unità, di cui 286mila a termine e 92mila permanenti. In calo, i lavoratori indipendenti, che fanno registrare un -84mila. Raffrontando sempre lo stesso periodo, ossia luglio 2017-luglio 2016, diminuiscono sia i disoccupati dello 0,6% (ossia 17mila unità) sia gli inattivi del 2,4% (-322 mila).

Contemporaneamente ai dati Istat, a fine agosto sono stati resi noti i dati Inps ed è segno più per i contratti stabili. Tra gennaio e giugno del 2017, il saldo tra contratti stabili attivati e quelli cessati è di +32.460 unità, risultante da 822.593 attivazioni cui sono stati sottratte le 790.133 cessazioni. Rispetto allo stesso periodo del 2016, il dato è in calo (52.277 unità), mentre nel 2015 il saldo è stato di 391.869 del 2015, ma su questo dato pesano gli sgravi fiscali contributivi pieni in vigore allora.

Prendendo in considerazione il dato netto relativo alle trasformazioni, ossia dei contratti che sono passati da precari a tempo indeterminato, il saldo è negativo con -109.413 unità. Secondo i dati Inps, dunque, emerge che dopo gli incentivi, sempre meno aziende assumono a tempo indeterminato, sul totale delle nuove attivazioni. Dai dati relativi al mese di giugno 2017, ogni 100 rapporti attivati, solo 20 sono stati stabili.

Il trend attuale del mercato del lavoro si conferma sulla stessa falsariga del 2016: dopo i risultati positivi ottenuti nel 2015 per via del Jobs Act, con le decontribuzioni che hanno consentito ai datori di lavoro di assumere a tutele crescenti senza doversi fare carico dei contributi per tre anni, appena sono cessati gli incentivi i contratti a tempo indeterminato sono scesi sotto i livelli del 2014. Tre anni fa, non c’erano né le decontribuzioni né il contratto a tutele crescenti.

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