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La Turchia compra missili S-400 dalla Russia

By   /   16 Settembre 2017  /   Commenti disabilitati su La Turchia compra missili S-400 dalla Russia

La Turchia ha firmato con la Russia un accordo per l’acquisto di batterie missili controaerei S-400 Triumph, di cui 2 da ricevere entro il prossimo anno ed altre successivamente. Non si conoscono i dettagli dell’accordo, sia in termini numerici sia economici, anche se si tratterà di cifra estremamente importante.

Il sistema missilistico S-400 è il più evoluto in commercio, superiore anche al PATRIOT Pac III, in grado di intervenire contro aerei, missili e droni, a una distanza di circa 400 chilometri. Mosca li ha schierati recentemente nel teatro operativo siriano.

Naturalmente questo accordo solleva una serie di domande, prima fra tutte l’opportunità che un membro della NATO introduca in servizio un sistema d’arma non compatibile con quelli in dotazione agli altri Paesi dell’Alleanza, la cui filosofia guida è sempre stata l’interoperabilità.

Non è possibile che il sistema S-400 venga integrato nella rete difensiva turca, e quindi NATO, poiché si tratterebbe di applicare gli stessi protocolli di comunicazione, trasmissione dati e procedure in vigore nella NATO, contravvenendo al principio basilare della sicurezza. Di contro, anche la Russia non intenderà certamente vendere sistemi all’avanguardia sapendo che potrebbero costituire un trasferimento di know-how. La Turchia, quindi, dovrebbe utilizzarli solo in modo isolato ovvero come parte del sistema difensivo nazionale.

Tra l’altro, come è noto, a seguito della richiesta di applicazione dell’Articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico da parte della Turchia, dopo l’abbattimento di un caccia e il bombardamento siriano ai confini tra i due Paesi, da anni operano batterie missili controaerei della NATO, equipaggiate con sistemi Patriot Pac III e Samp-T, come è il caso della batteria italiana, del 4° Reggimento missili “Peschiera” di Mantova, schierata nella base di Kahramanmaras.

Al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti che non la ritiene una “buona idea”, ha risposto il Presidente Turco Recep Tayyip Erdogan dicendo che “Nessuno ha il diritto di discutere l’indipendenza della Repubblica Turca e le decisioni in merito ai requisiti della sua difesa”.

Anche se l’acquisizione di questo sistema missilistico non rappresenta un cambiamento radicale della politica estera turca, incrina ancora di più i già tesi rapporti con i Paesi membri della NATO, e in particolare con la Germania che ha sospeso le forniture militari ad Ankara, dopo che Erdogan aveva invitato i cittadini tedeschi di origine turca a non votare per il partito di Angela Merkel.

Ma nemmeno con Washington le relazioni sono migliori, sia per il sostegno USA ai militanti curdi in Siria e sia per le posizioni tenute dopo il fallito colpo di stato del 2016 e la mancata estradizione di Fethulá Gülen, leader dell’opposizione ritenuto il mandante.
di Vito Di Ventura

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