Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Arte  >  Current Article

Miró, il più surrealista dei surrealisti

By   /   5 agosto 2017  /   No Comments

Foto Mirà BO

L’arte di Miró è decisamente un unicum nel panorama dell’arte contemporanea. I suoi capolavori, pur non catalogabili in una corrente artistica specifica, gli consentirono di essere definito dal critico André Breton come “il più surrealista dei surrealisti“.

Joan Miró i Ferrà (Barcellona 1893 – Palma di Maiorca 1983) fu non solo pittore, ma anche scultore e ceramista. L’artista spagnolo viene celebrato in questo periodo a Bologna con una rassegna dal titolo “Miró! Sogno e colore” che vuole ricordare al grande pubblico la cifra del genio catalano che nel suo percorso si rivelò trasgressivo, anticonformista e selvaggio ma sempre dedito a perseguire una poetica esaltata dal sogno e dal colore.

La location dell’evento è Palazzo Albergati e l’occasione è propizia per ricordare il maestro bolognese Camillo Bersani recentemente scomparso, che ha permesso che lo storico edificio felsineo – di proprietà della famiglia – venisse trasformato in un importante sito espositivo.

Grazie alla curatela di Pilar Baos Rodríguez e Francisco Copado Carralero, fino al prossimo 17 settembre gli appassionati d’arte potranno contemplare ben 130 capolavori di Miró fra cui 100 olii di mirabile bellezza e di grande formato.

La rassegna prende spunto da quello che fu il “rifugio” dell’artista dal 1956 sino alla sua morte, ovvero la fascinosa isola di Maiorca che ospitò il suo studio. Le stesse opere in rassegna provengono da Maiorca ed in particolare dalla Fondazione Pilar i Joan Miró che custodisce permanentemente ben 5000 opere del maestro.

La stessa atmosfera pacifica dello studio di Maiorca, che fu progettato dall’amico architetto Sert, risultò determinante per l’ispirazione dell’artista e proprio per questo l’atelier è stato materialmente riprodotto nella rassegna di Palazzo Albergati. Fanno bella mostra nel percorso espositivo lavori come “Femme au clair de lune” (1966), “Oiseaux” (1973), “Femme dans la rue” (1973), oltre a vari schizzi fra cui quello relativo alla decorazione murale per la Harkness Commons-Hardvard University.

La kermesse è un trionfo di colori come si evidenzia anche nelle 15 piccole litografie “Le lézard aux plumes d’or”. Miró ebbe a dire: “Le cose più semplici mi danno le idee, Il rumore dei cavalli nella campagna, le ruote di legno dei carri che cigolano lungo la strada, il suono di passi, grida nella notte, grilli”. Tutto questo coincide proprio con la stimolante permanenza a Maiorca.

Non solo olii in rassegna nella prima grande antologica bolognese di Miró, ma anche collage su carta vetrata, sculture, graffiti, disegni a carboncino e ceramiche per un artista entusiasmante e poliedrico. Un’ampia mostra suddivisa in 5 sezioni con protagonisti donne, paesaggi, uccelli e paesaggi monocromi, fino alla celebre pittura materica.

Del tutto consigliabile dunque la visione di questa retrospettiva felsinea che ci presenta autentici capolavori degli ultimi prolifici anni di vita di Miró. Un’occasione per scoprire i segreti del genio catalano, che consente di approcciare anche le sue ceramiche, incisioni e litografie, e contemporaneamente permette di approfondire le influenze esercitate sul maestro dall’espressionista americano Pollock e dall’arte orientale.

di Aurora Portesio

Miró! Sogno e colore
a cura di Pilar Baos Rodríguez e Francisco Copado Carralero
dall’11 aprile al 17 settembre 2017
Palazzo Albergati, Via Saragozza 28, Bologna
orari: tutti i giorni ore 10-20

    Print       Email

You might also like...

Foto Bill Viola

La videoarte di Bill Viola

Read More →