Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Arte  >  Current Article

L’Art Déco e il contributo alla nascita del Made in Italy

By   /   4 Giugno 2017  /   Commenti disabilitati su L’Art Déco e il contributo alla nascita del Made in Italy

Foto Art ecò

Il fenomeno dell’Art Déco è da ricondurre essenzialmente ad un’esplosione del gusto del bello, del lusso e della gioia di vivere che ha caratterizzato gli anni Venti del secolo scorso. Una moda che ha attraversato trasversalmente ogni settore della società, finendo con l’influenzare anche il mondo del cinema e della pubblicità.

La terminologia “Art Déco” deriva, come noto, dall’Esposizione Universale di Parigi del 1925 dedicata alle Arts Décoratifs. Questo stile di vita durò di fatto un solo decennio, nei ruggenti anni 1919-1929, e comportò una rivoluzione negli arredi, nei tessuti, negli abiti, nei gioielli e anche nella produzione artistica. Poi, come tutte le mode, ebbe fine in Europa e in Italia con la crisi economica del 1929.

Ma a pensarci bene il fenomeno, per quanto riguarda il nostro paese, è stato il precursore di una cura tutta nostrana nella produzione dei più disparati beni che in tutto il mondo è conosciuta come il “Made in Italy“, garanzia assoluta di gusto e qualità.

Auspichiamo ovviamente che, a differenza della passeggera Art Déco, il Made in Italy continui a rappresentare l’esclusività e l’eccellenza della creatività della nostra nazione, pur afflitta da infinite altre problematiche.

Da queste premesse ha preso il via la mostra “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia“, visitabile fino al 18 giugno ai Musei di San Domenico di Forlì, che analizza da vicino uno dei movimenti culturali più innovativi della storia delle Arti attraverso l’esposizione di 440 testimonianze, tra dipinti e sculture, ma anche vetri, ceramiche, abiti e gioielli d’epoca.

Il curatore Valerio Terraroli, che si è avvalso della collaborazione di Claudia Casali e Stefania Cretella, nonché della presenza di un comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci, ha inteso focalizzare l’Art Déco con esplicito riferimento proprio al nostro paese.

Ben 16 le sezioni della rassegna che propongono il meglio dell’Art Déco, dalle illuminazioni di Martinuzzi, Venini e della Fontana Arte di Pietro Chiesa, alle sculture di Wildt, dai dipinti della de Lempicka alle ceramiche di Gio Ponti. Non mancano poi lavori in vetro di Zecchin, i celebri bozzetti teatrali di Chini e gli arazzi di Depero.

Significativa dello sfarzo di un’epoca effervescente è anche la famosa Isotta Fraschini, appartenuta a Gabriele D’Annunzio, splendente nel suo colore blu elettrico e con i suoi cerchioni rossi.

Ma per ricordare al pubblico che il fenomeno osservato fu un vero linguaggio nuovo che toccò tutti i campi culturali tra cui la musica, la letteratura, il cinema e il teatro, ecco l’esempio del film “Il grande Gatsby” in cui l’attrice Carey Mulligan indossa una lussuosa tiara in platino con diamanti e perle di Tiffany in stile Art Déco.

In campo squisitamente artistico da citare la presenza delle locandine della Turandot del pittore Metlicovitz, assunte ad icona della kermesse, di opere come “Saint-Moritz di Tamara de Lempicka, “Piatto con volto femminile” di Bassanelli, “Notte d’estate” di Luigi Bonazza, “Piccola russa” di Cavaglieri, per terminare con dipinti di Severini e Casorati o con le sculture di Andreotti e Martini.

Una ricca mostra dunque, la prima dedicata a questo capitolo affascinante della storia dell’Arte, il cui successo era già intuibile dalle trentamila prenotazioni ante inaugurazione. Il pubblico del resto non può che rimanere affascinato da tutto ciò che lo avvicina alla magica atmosfera della bellezza applicata al mondo delle arti decorative.

La rassegna consente anche di esaltare tutte quelle che in passato sono state definite “arti minori”, ricordandoci come l’alto artigianato italiano altro non è che una vera e propria forma d’arte.

Nell’occasione gli spettatori potranno approfittare della presenza a Forlì per visitare tanti siti di interesse come Palazzo Romagnoli, che ospita le Collezioni civiche del Novecento e la Collezione Verzocchi, l’Abbazia di San Mercuriale, il Duomo, la Chiesa della Santissima Trinità, solo per citare le più vicine al sito espositivo dei Musei di San Domenico.

di Aurora Portesio

Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia
a cura di Valerio Terraroli con Claudia Casali e Stefania Cretella
dall’11 febbraio al 18 giugno 2017
Musei di San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì
orari: da martedì a venerdì ore 9,30-19; sabato, domenica e festivi ore 9,30-20

    Print       Email

You might also like...

Matera capitale della Cultura esaltata dalle opere di Dalí

Read More →