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I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale recuperano dipinto trafugato trentacinque anni fa

By   /   19 maggio 2017  /   Commenti disabilitati su I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale recuperano dipinto trafugato trentacinque anni fa

1I carabinieri dei Nuclei Tutela Patrimonio Culturale di Ancona e Genova hanno sequestrato un dipinto olio su tela, di 40×42 centimetri, attribuito a Federico Barocci detto “il Fiori” e risalente al 1557.

La “testa di bambino” ritratta nell’opera è quella di Antonio Bonaventura, figlio del committente de “ll martirio di San Sebastiano“, l’imponente pala d’altare collocata nel Duomo di Urbino da cui, il 16 marzo 1982, pochi anni dopo il furto al Palazzo Ducale deLa muta di Raffaello, “La Flagellazione e la “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, una mano criminale la asportò, tagliandola. 

Il bene è stato localizzato in una casa d’aste di Genova, risultata estranea ai fatti, a cui era stato consegnato per la vendita dalla curatela fallimentare di una società lombarda. I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sono giunti all’individuazione del dipinto grazie alla segnalazione di un antiquario pesarese e di uno storico dell’arte, Assessore alla cultura di un Comune della Romagna. I due esperti, osservando l’opera proposta in vendita dalla casa d’aste e riconoscendone i tratti, hanno contattato i Carabinieri TPC di Ancona che, a seguito di serrati accertamenti condotti in sinergia con il paritetico Nucleo di Genova e i Carabinieri della Compagnia di Urbino, nonché con il prezioso contributo degli storici dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ancona, hanno identificato l’opera quale parte mancante della pala d’altare del Duomo di Urbino.

Non appena localizzato il bene, quindi, i militari di Ancona si sono recati a Genova e, con i colleghi del locale Nucleo, hanno sequestrato d’iniziativa il dipinto, mettendolo a disposizione della Procura della Repubblica del Capoluogo ligure, che ha assunto la direzione delle indagini. Di fondamentale supporto alle investigazioni si sono rivelati gli elementi descrittivi e fotografici presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ove sono confluiti le immagini e i documenti prodotti al momento del furto.

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