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In un libro la storia dell’ultima colonia siriana di ibis eremita

By   /   16 maggio 2017  /   Commenti disabilitati su In un libro la storia dell’ultima colonia siriana di ibis eremita

4178Q2sMg7L._SX341_BO1,204,203,200_Bello. Oltre ogni più rosea aspettativa.

Cominci a leggerlo pensando che ti imbatterai in un testo farcito di nozioni scientifiche, in un trattato di ornitologia ed invece è l’esatto contrario. É romantico, piacevole, costruttivo ed istruttivo.

Un diario di viaggio che ti accompagna per mano in una Siriagrandioso palcoscenico dell’avvicendarsi inesorabile di imperi e civiltà, ritmati da guerre e invasioni epiche”, non ancora piombata nel baratro del conflitto che l’attanaglia oggi, in una Palmira dalla struggente bellezza non ancora violata dagli orrori dell’ISIS, che ti fa avvicinare alla natura.

Gianluca Serra in “Salam è tornata”, Exorma Edizioni, giovane biologo italiano, ripercorre la sua partecipazione ad un progetto di cooperazione internazionale per la creazione dei primi parchi e la conservazione della biodiversità della steppa siriana.

É proprio a Palmira che compie una clamorosa scoperta scientifica, la cui notizia farà il giro del mondo. Si imbatte nell’ultima colonia mediorientale di ibis eremita e inizia una battaglia per preservare queste specie.

Agli inizi del novecento l’ornitologo ebreo Aharoni affrontò un viaggio attraverso il deserto siriano per raggiungere Palmira. Andava alla ricerca della mitica creatura alata, già allora ritenuta rara se non estinta, l’ibis eremita, che campeggia in fogge stilizzate ed eleganti perfino in un meraviglioso geroglifico custodito sulle pareti rosa del tempio di Horus a Edfu, nella valle del Nilo, a sud di Luxor di 4.500 anni fa. Riportò in patria alcuni esemplari che finirono imbalsamati nel museo di storia naturale di Berlino. Secondo la letteratura scientifica, l’ibis eremita si sarebbe estinto in Siria negli anni trenta del secolo scorso. Nel 1989 dichiarato estinto in tutto il Medio Oriente. Era conosciuto anche in Europa fino al Medioevo perchè nidificava nelle falesie alpine e lungo il Danubio. All’inizio del secolo scorso era ritenuto estinto anche in Europa sudorientale e se ne era perduta memoria nell’Europa centrale.

Serra ci conduce in quel mondo incantato che è il deserto di Palmira e ci presenta personaggi pittoreschi e diseredati della comunità locale. Gente vera, sanguigna e interessante che hanno tutto il potenziale per diventare dei veri paladini della conservazione della natura del paese. Al Talila, la zona in cui si trova ad operare, è uno scrigno di biodiversità. É l’ultimo rifugio per beduini cammellieri, per il gatto delle sabbie, il varano grigio, l’houbara. Un tesoro da gestire e conservare a beneficio delle generazioni presenti e future.

L’avventura dell’autore, nelle sue vesti di “missionario verde” lo porta a monitorare l’ultima colonia siriana di ibis eremita nelle sue periodiche migrazioni verso sud passando per Arabia Saudita, Yemen, stretto di Aden, fino ad arrivare all’acrocoro etiopico. Ti sembra di percorrere la rotta di questi uccelli, di sentire nelle narici la sabbia di Palmira, di ascoltare i suoni ed i versi della notte nel deserto. Un libro che è anche un appello alla tutela delle specie destinate a scomparire.

Ogni secondo una porzione di foresta pluviale della fascia tropicale, grande quando un campo a calcio, scompare con tutte le specie, in parte ancora sconosciute, che contiene. Si prevede che almeno metà delle specie animali e vegetali sulla terra sarà destinata all’estinzione entro la fine del secolo.

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