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Mosca punta il dito sulla NATO

By   /   27 Aprile 2017  /   Commenti disabilitati su Mosca punta il dito sulla NATO

MCIS Sesta ConferenzaSi è conclusa oggi a Mosca la Sesta Conferenza sulla Sicurezza Internazionale (MCISMoscow Conference on International Security), in cui i vertici militari russi hanno puntato il dito sulla NATO, rea di espandersi in Europa e di interferire nelle questioni del Medio Oriente, al solo scopo di minarne l’equilibrio e la stabilità.

La conferenza MCIS, cui partecipano tutti i Paesi della Federazione Russa, si contrappone a quella che i Paesi Occidentali svolgono a Monaco. Quest’anno la Sesta conferenza (26 e 27 aprile) si è svolta in un clima di rapporti tesi tra le due grandi potenze, Russia e Stati Uniti; clima che, con l’elezione a Presidente di Donald Trump, si riteneva dovesse invece sfociare in un riavvicinamento tra Mosca e Washington.

Secondo il Generale Valery Gerasimov, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe: “L’Europa, da regione molto stabile e a bassa militarizzazione, sta gradualmente diventando ad alta tensione e confronto”. Infatti, mentre da una parte la NATO accusa Mosca di essere la principale minaccia, dall’altra gli Stati Uniti e l’Alleanza aumentano le attività militari ai confini con la Russia: negli Stati Baltici e in Polonia, Romania e Bulgaria. Lo dimostrano il recente schieramento di F-35 in Estonia e dei sistemi di difesa missilistici in Europa, che rompono l’equilibrio regionale e aumentano il rischio di incidenti militari. A tutto ciò si aggiunge la crisi Ucraina e l’incitamento del Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, a Kiev di rafforzare la sua difesa.

Se questo conflitto Russia-NATO dovesse continuare e l’Alleanza persistere nella sua espansione e a effettuare esercitazioni militari su larga scala la Russia sarà costretta a rispondere adeguatamente e a rafforzare le necessarie misure di deterrenza”.

Ad aggravare i rapporti già tesi tra USA e Russia, c’è anche la questione siriana specialmente dopo il lancio dei 59 Tomahawk contro l’aeroporto Sharyat, dove peraltro operano anche forze russe, in risposta al presunto attacco chimico da parte di aerei siriani nella città di Khan Sheikhoun.

Di conseguenza, la Russia ha sospeso l’accordo, firmato con gli USA nel 2015, sulla sicurezza aerea siriana ed ha posto il veto sulla bozza di risoluzione ONU presentata da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, in merito alla nomina di una commissione che avrebbe dovuto accedere ai piani di volo e a tutti i dettagli dell’operazione condotta dalle forze aere siriane.  

di Vito Di Ventura

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