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Serie A – Berna&Maurito: le facce tristi di Fiorentina-Inter

By   /   23 aprile 2017  /   Commenti disabilitati su Serie A – Berna&Maurito: le facce tristi di Fiorentina-Inter

wpid-PicsArt_04-23-4.41.20.pngDopo una vittoria come quella di ieri al Franchi (5-4 in rimonta) dovrebbe essere difficile individuare volti scuri nell’orbita-Fiorentina, eppure, chi ha poco da sorridere è proprio la stella più luminescente della galassia Viola: Federico Bernardeschi. 

Il numero 10 gigliato ha lasciato il campo al minuto 58, con la sua squadra sotto 2-1, dopo essersi macchiato di un errore infantile dal dischetto del rigore. Difficile etichettare la ‘bozza di cucchiaio’ tentata dal talento di Carrara dinanzi ad un mostro sacro della materia come Samir Handanovic: superficialità, indolenza, capriccio; difficile dare una definizione del gesto che si discosti più di tanto dal concetto di maturità il quale, evidentemente, in Bernardeschi deve ancora attecchire del tutto. Più che legittimo se pensiamo all’età del ragazzo – appena 23 anni – esasperato se leggiamo le cifre accostate al suo cartellino – 40/50 milioni di euro per una bozza di campione, nulla più. Chi sta con Federico e gran parte del suo pubblico, che prima lo fischia – giustamente – al momento del cambio, salvo poi riservargli qualche applauso per il gesto accennato di scuse che Federico rivolge ai presenti lasciando il campo per Ilicic. Altro bel segnale è l’abbraccio che i compagni gli riservano al gol del momentaneo pari di Astori. A fine gara poi le parole di Sousa e Corvino sugellano la fiducia che la società nutre in lui: Federico è un talento incredibile, è migliorato tantissimo in questo anno e può ancora crescere molto, ma ha già dimostrato quanto sia importante per noi – ha detto il tecnico portoghese a Premium. Il cambio è stato dettata dalla necessità di avere qualcuno che in quel momento ci desse qualcosa in più sul piano fisico”. Il d.s. Viola ha poi aggiunto: Bernardeschi è un patrimonio della Fiorentina e come tale va valorizzato. Gli abbiamo offerto un importante rinnovo di contratto perché con lui abbiamo intenzione di gettare le basi per la squadra del futuro. Ha sempre dimostrato quanto tenga a questa maglia e credo che alla fine i sentimenti prevarranno”.

Serata a forti tinte nere, con qualche sprazzo di azzurro appena, per Mauro Icardi. Non può essere altrimenti se, da argentino, esci dall’Artemio Franchi – tempio del 9 albiceleste per eccellenza, Batistuta – con il pallone sotto il braccio per aver siglato una tripletta e la tua Inter incassa cinque reti. Senza contare il fatto che te di questa squadra ne sei il capitano e, come tale, a fine partita devi metterci la faccia.

Maurito, che in campo ha fatto il possibile per mantenere in piedi la baracca interista, davanti ai microfoni la faccia ce la mette, seppur semicoperta da un vistoso berretto nero, come il suo umore: Non arrivare neppure a giocare l’Europa League il prossimo anno sarebbe un fallimento. Dispiace perché abbiamo lavorato sodo e ci eravamo rialzati dopo una partenza non facile.  – ha poi continuato Icardi – La nuova proprieta ci da una grossa carica e tanta fiducia, sta a noi ripagarla. L’allenatore anche sta facendo il massimo, dando tutto per raggiungere il massimo; nel calcio però sappiamo che se le cose non vanno bene è lui il primo che paga, non si possono mandar via 20 giocatori. – in conclusione – Noi sappiamo bene quanto lavoriamo in settimana e per quello che stiamo dando meriteremo comunque di giocare almeno una coppa europea il prossimo anno, abbiamo questo finale di stagione per guadagnarcela”. Intanto, se Lazio e Milan superassero le non irresistibili Palermo ed Empoli l’Europa per i nerazzuri disterebbe 8 punti a cinque giornata dal termine, non proprio una passeggiata insomma.

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