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L’osservazione dei comportamenti verbali e non verbali come metodo di selezione ai colloqui di lavoro

By   /   11 aprile 2017  /   Commenti disabilitati su L’osservazione dei comportamenti verbali e non verbali come metodo di selezione ai colloqui di lavoro

ColloquioChe la ricerca di un lavoro in Italia sia una criticità è un dato che non ha bisogno di conferme, ma che anche quando le aziende hanno la possibilità di assumere non lo facciano è ancora più allarmante.

Ma cosa c’è dietro questa difficoltà da parte delle aziende ad assumere?

Secondo uno studio effettuato da NCS, NeuroComScience, con metodo Cawi, l’88% degli imprenditori e dei manager crede che la ricerca di un collaboratore o di un dipendente affidabile sia veramente difficile. Addirittura il 59% di loro rimanda le assunzioni perché non riesce a reperire sul mercato le figure professionali giuste e non solo a causa del noto gap di preparazione ed esperienza delle persone in ricerca di un lavoro. Questa difficoltà diventa ancora più marcata in relazione all’importanza che gli imprenditori ripongono nell’assunzione della giusta figura professionale, infatti il 98% di loro considera la in grado di fare la differenza.

Proprio per questo motivo chi offre un lavoro è sempre alla ricerca di una persona che guardi all’azienda come ad una cosa propria e che sia positivamente motivata. Proprio per cercare di risolvere questa situazione che blocca il mercato del lavoro, negli ultimi anni, si sono sviluppati sistemi di analisi del comportamento, che contestuali al colloquio possono offrire un quadro più completo sulle attitudini del candidato.

In questo senso vanno le dichiarazioni di Jasna Legisa di NeuroComScience “L’osservazione sistematica del comportamento verbale e non verbale consente di arrivare ad una più precisa previsione della produttività di una persona nel futuro contesto lavorativo. Utilizzare schemi di analisi delle parole, delle espressioni del viso, del corpo, della voce significa avere una chiave d’accesso all’inconscio della persona e quindi uno strumento per comprendere e prevedere con più attendibilità i comportamenti sul posto di lavoro. Sono i piccoli ed impercettibili movimenti, spesso incontrollati e inconsapevoli, con la frequenza e scelta delle parole che rivelano una personalità. È attraverso questi segnali che vengono espresse la motivazione, l’atteggiamento nelle relazioni interpersonali, l’apertura all’ascolto e altre componenti dell’intelligenza, la sincerità o la menzogna delle affermazioni”.

Questo tipo di figure ed aziende, vengono infatti utilizzate come “head hunters” da parte delle più grandi società e dalle multinazionali per la ricerca di personale con un alto profilo da anni, ma questa metodologia si sta facendo largo anche tra le piccole e medie imprese ultimamente. Questo cambio di rotta è da imputare al costo in termini di denaro e tempo, dell’inserimento in azienda di una figura non adeguata e quanto invece un dipendente capace possa dare stabilità e crescita all’azienda.

Proprio per questo motivo il curriculum e il solo colloquio non possono essere più sufficienti per comprendere le potenzialità del candidato.

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