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Theresa May vola in Scozia per scongiurare il referendum

By   /   28 marzo 2017  /   Commenti disabilitati su Theresa May vola in Scozia per scongiurare il referendum

May-SturgeonIl Primo Ministro Theresa May ha incontrato ieri il Primo Ministro Scozzese, Nicola Sturgeon, proprio alla vigilia del voto parlamentare sul nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia.

Tra l’altro, l’incontro, avvenuto in un hotel di Glasgow, ha avuto luogo 48 ore prima che la Gran Bretagna dia ufficialmente inizio al processo di recessione dall’Unione Europea.

I due fatti sono concatenati poiché Sturgeon, capo del Partito Nazionale Scozzese (SPN), vorrebbe legare il voto referendario come risposta all’adesione della Scozia all’unione Europea, contro la Brexit di Londra, mentre la May vorrebbe che la Scozia decidesse dopo che il processo Brexit fosse concluso.

Nonostante i sorrisi e le strette di mano di facciata, le due donne sono rimaste ferme sulle loro posizioni. L’Inghilterra ha già rigettato l’ipotesi di un secondo referendum sulla indipendenze della Scozia, ma questo non ha fermato il governo scozzese.

La May ha anche incontrato i dipendenti pubblici governativi, spiegando loro che, proprio nel momento in cui la Gran Bretagna cerca di ricavarsi un nuovo ruolo nel mondo, è necessario rimanere uniti. In pratica, ha fatto leva sugli stessi argomenti utilizzati dal suo predecessore, David Cameron, durante la campagna elettorale del primo referendum.

Parlando alla Chatham House di Londra, il ministro ombra del Labour per la Brexit, Keir Starmer, ha esposto un piano in 6 punti affinché la Brexit non avvenga in modo traumatico. Occorrerà verificare se gli interessi britannici coincidano con quelli del resto dei paesi europei.

Certo è che la fuoriuscita della Scozia potrebbe rappresentare l’inizio dello sgretolamento dalla Gran Bretagna, ad essa potrebbero seguire Irlanda del Nord e Galles, soprattutto a causa dei numerosi punti interrogativi che la Brexit comporta e delle difficoltà economiche in cui potrebbero venire a trovarsi. Peraltro, la “particolare” sintonia con gli USA, specialmente in questo momento storico con Trump al potere, non rappresenta un biglietto da visita credibile a livello internazionale.

di Vito Di Ventura

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