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I primi 60 anni della “vecchia” Europa

By   /   27 marzo 2017  /   Commenti disabilitati su I primi 60 anni della “vecchia” Europa

Leader EuropeiCon la Primavera sono fiorite le consultazioni elettorali e la vecchia Europa si risveglia all’indomani delle celebrazioni del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, che dettero il via all’Europa unita, con il proposito di rinnovarsi.

Infatti, quell’Europa sognata dai  nel Manifesto di Ventotene, che divenne realtà solo nel 1957 con i Trattati di Roma, nel tempo si è allargata e ha perso di vista i suoi principi fondanti; si è ingrassata e invecchiata e sono apparse le inevitabili rughe.

E con le rughe sono iniziate i malumori, i dissapori e persino le contestazioni. A prescindere dagli euroscettici “per principio”, all’attuale Europa da più parti si chiede di essere più vicina ai cittadini, più coesa politicamente, sia sul fronte interno sia sulle questioni internazionali, più attenta al sociale e in grado di dare una risposta comune sulla questione migratoria e sulle sfide future.

La miccia è stata accesa dalla Gran Bretagna che ha scelto la strada della Brexit e che proprio domani, 29 marzo, avvierà la richiesta formale dell’applicazione dell’articolo 50. Poi l’elezioni di Donald Trump ha scatenato un’ondata di populismo e in Francia, l’Europa vista con gli occhi della Marine Le Pen non è molto diversa da quella della Theresa May, mentre in Italia sulla stessa frequenza si è sintonizzata la destra di Matteo Salvini.

La Germania, da più parti accusata di essere la causa dell’attuale situazione poiché attenta unicamente all’aspetto contabile-finanziario, ieri ha confermato, nelle elezioni del Saarland, la sua fiducia al partito della Merkel e alla sua politica, mentre non c’è stato il tanto sperato “effetto Schulz”. Certo si è trattato di un piccolo test in un piccolo Land, ma può essere un segnale importante per le successive elezioni federali.

Un segnale in questa direzione viene anche dalla Bulgaria, dove le proiezioni danno per vittorioso il partito di centro destra Cittadini per uno Sviluppo Europeo in Bulgaria (Gerb), con circa il 33% dei voti, seguito dal Partito Socialista (BSP) con il 28%.
Segnali di fiducia vengono anche dalla Grecia e dalla Polonia, e le manifestazioni pro Europa di ieri a Londra e le spinte secessionistiche scozzesi per continuare ad essere parte dell’Europa, sono anch’essi segnali importanti.

In definitiva, l’aria di Roma ha fatto bene ai politici europei che, con rinnovato spirito, hanno promesso di ricostruire un’Europa meno burocratica-contabile e più attenta alle spinte provenienti dai cittadini europei.

di Vito Di Ventura

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