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Il voto olandese

By   /   16 marzo 2017  /   Commenti disabilitati su Il voto olandese

Mark RutteIl Partito liberale per la Libertà e Democrazia (VVD) del Primo Ministro Mark Rutte ha vinto le elezioni parlamentari di ieri, mentre il partito di estrema destra di Geert Wilders, pur guadagnando voti, non è riuscito nel temuto sorpasso.

I risultati, anche se mancano poche sezioni da scrutinare, dei 150 seggi, ne assegnano infatti 33 al VVD, 20 ai populisti del Pvv di Wilders, solo uno in più dei democristiani del Cda e dei liberali progressisti del D66, cui vanno 19 seggi a testa, 14 ai Verdi del GroenLinks, che ottengono un grandissimo successo, passando da da 4 a ben 14 seggi, e infine 3 al partito antirazzista Denk, che entra per la prima volta in Parlamento.

In sintesi, chi ne esce con le ossa rotte è la sinistra dei Labour, avendo perso ben 29 seggi rispetto alle passate elezioni, mentre il vero vincitore è il partito dei Verdi. Con questi risultati al Premier Rutt non resta che formare un governo di coalizione, probabilmente a quattro, con il CDA e il D66 e i Verdi del GroenLinks.

Al di là dei dati statistici, resta assodato il fatto che gli Olandesi hanno confermato la loro volontà di rimanere in Europa, come ha sottolineato in una telefonata al premier il Presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker,: “E’ stato un voto per l’Europa, un voto contro gli estremisti”. Di segno diametralmente opposto il commento del Ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu: “Quando si guarda ai partiti (in Olanda), si vede che non c’è differenza tra i socialdemocratici e il fascista Wilders. Hanno tutti la stessa mentalità. Avete dato inizio al collasso dell’Europa. State trascinando l’Europa nell’abisso. Presto in Europa inizieranno le guerre di religione”. Commento molto pesante che, specialmente in quest’ultima frase, non lascia prevedere nulla di buono nei rapporti con la Turchia, anzi una probabile stagione di duro scontro diplomatico, e non solo.

Adesso bisogna vedere cosa avverrà nelle prossime elezioni in Francia e in Germania, per verificare se l’ondata di populismo che è dilagata in Europa, dopo la Brexit e l’elezione di Donald Trump, possa trovare conferma o se la vittoria olandese ne ha rappresentato la diga.

di Vito Di Ventura

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