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Il grande ritorno di Tancredi a Palazzo Venier

By   /   16 Febbraio 2017  /   Commenti disabilitati su Il grande ritorno di Tancredi a Palazzo Venier

Foto Tancredi VE

Ancora è vivo il ricordo della mostra su Tancredi Parmeggiani curata da Luca Massimo Barbero e allestita nel 2011 a Feltre, città natale dell’artista.

Ma ora lo stesso curatore ha fatto compiere a Tancredi il grande viaggio di ritorno a Venezia, proprio a casa della sua mecenate, la celebre Peggy Guggenheim che lo scelse come “protégé“, tanto da mettergli a disposizione uno studio nel prestigioso Palazzo Venier ubicato lungo il Canal Grande.

Quella stessa mecenate e collezionista che lo fece conoscere ed apprezzare a livello internazionale e finanziò le sue mostre, tra cui quella indimenticabile del 1954 proprio a Palazzo Venier dei Leoni.

Del maestro di Feltre, Peggy ebbe a dire: “Tancredi, con la sua pittura, crea una nuova filosofia poetica per coloro che non posseggono né telescopi né razzi: quanto fortunati noi che abbiamo tali cristallizzazioni da trasportarci sani e salvi, verso altri mondi”.

In effetti la pittura di Tancredi Parmeggiani, caratterizzata da un gusto spiccato per la cromia e posta in essere grazie ad abili gesti pittorici, fa da subito innamorare l’illuminata collezionista Peggy che scommette su di lui senza alcuna esitazione. Non a caso Tancredi fu l’unico artista dopo Jackson Pollock ad essere stato da lei posto sotto contratto.

La rassegna in Laguna si presenta ricca di una straordinaria selezione di opere, oltre 90, che ricostruiscono l’intera carriera del maestro, dagli esordi sino alla tragica morte avvenuta nel 1964.

I lavori esposti appartengono in parte allo stesso museo veneziano che funge da location all’evento e in parte provengono dalla donazione Giorgio Bellavitis del 2000. Ma sono molti i capolavori che per l’occasione sono eccezionalmente tornati in Italia grazie ai prestiti dei maggiori musei americani, cui peraltro erano stati donati dalla stessa Peggy Guggenheim.

I quadri firmati da Tancredi presenti a Venezia spaziano da alcune rare prove giovanili e dalle prime sperimentazioni su carta del 1950-51 ai lavori astratti degli anni ’50, proprio quando avvenne il fortunato incontro con Peggy. Non mancano infine neppure i lavori concepiti negli anni ’60.

Da citare la presenza di opere come “Primavera” proveniente dal MoMA di New York, “Spazio, Acqua, Natura, Spettacolo” dal Brooklyn Museum e “Senza titolo (Composizione)” arrivato dal Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford.

Un cenno particolare merita il capolavoro che fornisce il titolo alla retrospettiva, ovvero “La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba“, concepito in un periodo di crisi personale e di forti tensioni legate alla guerra fredda e che vuol essere la risposta dell’artista ai conflitti dell’epoca a partire da quello del Vietnam.

Dello stesso periodo fanno parte i tre celebri dipinti della serie Hiroschima (1962), fra cui “Hiroschima 2 -Baldoria a Hiroschima” di proprietà del Comune di Livorno, una tecnica mista su carta applicata su tela che risultò tra l’altro vincitore del 7° premio Modigliani del 1963.

Per finire non potevano mancare in mostra i “collage-dipinti“, i “Diari paesani” e i “Fiori dipinti da me e da altri al 101%“, tutti esempi di notevole vigore creativo posti in essere da un pittore geniale e sregolato al tempo stesso.

Il completamento di questa mostra dedicata al maestro della pittura “molecolare” è il bel catalogo edito da Marsilio Editori in doppia edizione italiana e inglese. Il testo rappresenta tra l’altro una basilare testimonianza per la ricostruzione delle donazioni delle opere di Tancredi operate da Peggy ai musei americani.

Dopo sessant’anni un ritorno a Venezia in grande stile per il genio di Feltre che, nonostante sia morto suicida a soli 37 anni, ha condotto un’esistenza molto intensa ed è stato uno degli interpreti più originali della scena artistica italiana della seconda metà del Novecento.

di Aurora Portesio

La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba. Tancredi. Una retrospettiva
a cura di Luca Massimo Barbero
dal 12 novembre 2016 al 13 marzo 2017
Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni, Dorsoduro 301, Venezia
orari: tutti i giorni escluso il martedì ore 10-18

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