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L’appassionante storia dell’Impressionismo

By   /   4 Febbraio 2017  /   Commenti disabilitati su L’appassionante storia dell’Impressionismo

FOTO STORIA IMPRESSIONISMO

Una parabola in crescendo quella di Linea d’ombra e del suo artefice Marco Goldin. Il curatore trevigiano ha allestito negli anni tante mostre di successo dedicate in particolare allo studio dell’Impressionismo ed ora, in occasione dei 20 anni della società organizzatrice nata nel 1996, non poteva che dare vita ad una grande rassegna nella sua città.

Si spiega così “Storie dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da van Gogh a Gauguin“, visitabile sino al 17 aprile presso il Museo di Santa Caterina di Treviso. Una straordinaria carrellata di oltre 120 opere di grandi maestri impressionisti, costituite per la gran parte da dipinti, ma comprendente anche fotografie e incisioni a colori sul legno.

Lo spirito dell’evento è proprio quello di delineare l’aspetto storico di una delle più significative rivoluzioni nella storia dell’arte attraverso un accattivante percorso didattico che, con le sue varie sezioni, permette allo spettatore di assaporare e contestualizzare autentici capolavori datati dalla metà dell’Ottocento fino agli albori del Novecento.

Partendo dallo stato dell’arte preesistente e dalle esposizioni parigine del Salon si arriverà all’ultimo Cézanne attraverso fasi interconnesse e parallele, senza dimenticare i dovuti collegamenti con il mondo nuovo della fotografia e l’influenza della cultura giapponese sull’impressionismo, testimoniata dalle incisioni a colori su legno di Hiroshige e Hokusai.

La kermesse, che vede UniCredit nel ruolo di main sponsor, ci presenta grandissime firme, da Manet a Degas, da Monet a Renoir, da Pissarro a Sisley, da Seurat a Signac, da Fantin Latour a Toulouse-Lautrec, da van Gogh a Gauguin.

In concomitanza con la manifestazione, sempre al Museo, saranno fruibili altre due mostre: l’esposizione di tre capolavori concessi dalla Scottish National Gallery di Edimburgo con immagini femminili di Tiziano, Rubens e Rembrandt, maestri cui gli impressionisti guardarono con intenso interesse, e una raccolta di arte contemporanea con vari autori come Guttuso, Vedova e Schifano.

Il modo migliore per approcciare la rassegna principale di Treviso è quello di seguire il percorso storico suggerito dallo stesso Goldin, soffermandosi sugli artisti e sui singoli quadri da lui evidenziati come pietre miliari dell’avventura degli impressionisti. D’altronde sarebbe davvero dispendioso citare tutti gli altri lavori in mostra.

Il curatore racconta di Claude Monet che nel 1882 dipinge “Il disgelo“, ovvero rappresenta un evento atmosferico osservato dalla finestra della sua casa di Vetheuil, caratterizzato da masse enormi di neve che scendevano dall’alto delle colline. In realtà di questo soggetto Monet creò una serie di dipinti, dando di fatto inizio ad un innovativo concetto di “serie”, lavorando su una sequenza di immagini.

I quadri inerenti il disgelo non vennero tra l’altro realizzati en plein-air, come allora in uso, bensì all’interno del proprio atelier. Lo stesso Monet, dal borgo di pescatori di Etretat descriverà le magiche scogliere sulla base di schizzi operati all’interno del proprio studio.

Rilevante è anche il contributo in rassegna di “La scogliera di Etretat” (1885) del Kunstmuseum di Berna. Nel 1873 l’artista, nella sua residenza di Argenteuil, in pieno periodo aureo dell’impressionismo, ci regala poi opere come “Il giardino a Argenteuil” ambientata nella fioritura primaverile.

Il testimone passa quindi a Gauguin che dai suoi viaggi esotici ci tramanda il sentimento dell’armonia e della nostalgia di terre lontane. L’autore è presente con un ritratto “Gli antenati di Tehamana” (1893) arrivato per l’occasione a Treviso dall’Art Institute di Chicago.

Vincent van Gogh, perennemente alle prese con i suoi disturbi mentali, trova come noto nella pittura la sua via di fuga. Del pittore olandese sono ammirabili in rassegna il celebre quadro “Campi di grano in un paesaggio montagnoso” (1889), opera concepita addirittura su una semplice tovaglia in un momento in cui era sprovvisto di idonea tela, oltre a “Salici potati al tramonto” del 1888.

Edgar Degas, superbo ritrattista, subì notoriamente l’influenza di Raffaello. Rinomato ritrattista coevo fu anche Ingres, ma Degas riuscì a far trasparire nelle proprie raffigurazioni anche i risvolti psicologici dei personaggi via via immortalati. In rassegna è presente tra gli altri il capolavoro “Ritratto della signora Lisle e della signora Loubens” del 1866-1870.

Altro ritratto di tutto rilievo giunto a Treviso è “Ritratto di un bambino della famiglia Lange” creato nel 1861 da Manet, altro maestro che contribuì allo sviluppo dell’impressionismo attraverso i suoi lavori alla costante ricerca della realtà.

Un percorso davvero lungo e ricco quello compiuto dagli impressionisti che ci porta fino a Cézanne di cui si può ammirare “Alberi e rocce nel parco di Château Noir“, nonché a Pierre-Auguste Renoir: anche i ritratti di quest’ultimo, fra cui “Mademoiselle Irène Cahen d’Anvers” del 1880 e “La signora Charpentier e i suoi figli” (1878) rappresentano veri capisaldi della ritrattistica impressionista.

Una mostra sugli impressionisti è sempre sinonimo di successo dato il favore tributato dal pubblico agli autori ed ai quadri di questo contesto. Quella di Marco Goldin è poi una grande mostra con prestiti di capolavori da tutto il mondo. L’occasione è quindi unica per gli appassionati d’arte per approfondire la conoscenza di tutte le grandi firme presenti in rassegna.

di Aurora Portesio

Storie dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da van Gogh a Gauguin
a cura di Marco Goldin
dal 29 ottobre 2016 al 17 aprile 2017
Museo di Santa Caterina, Piazza Botter 1, Treviso
orari: da lunedì a giovedì ore 9-18; da venerdì a domenica ore 9-19

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