Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Libri  >  Current Article

In “Storia intima della grande guerra” lettere, diari e memorie dei soldati al fronte

By   /   4 Febbraio 2017  /   Commenti disabilitati su In “Storia intima della grande guerra” lettere, diari e memorie dei soldati al fronte

c3ed1544a2f3af01f7f9d79169490698_w250_h_mw_mh_cs_cx_cyA volte ci si sente un po’ a disagio. Sembra di spiare tra cose che non ci appartengono, di appropriarci di emozioni di altri.

Scorrendo le lettere e i diari che i soldati hanno scritto durante la prima guerra mondiale i sentimenti che si provano sono contrastanti. C’è la tenerezza per le parole che riservano ai loro cari, alle mogli e ai figli piccoli, c’è la rabbia per l’orrore che ogni guerra provoca, c’è la sofferenza che il dolore di quegli uomini ci provoca anche a cento anno di distanza da quegli accadimenti, c’è la pena per chi non fece mai ritorno a casa, per chi era consapevole che sarebbe morto dopo poche ore.

Siamo degli intrusi a sbirciare tra quelle lettere e quei diari.

Forse chi li ha scritti non avrebbe voluto che noi lo facessimo perchè quegli scritti erano indirizzati alla cerchia ristretta dei famigliari ma leggerli oggi significa perpetuare la memoria di chi sui campi di battaglia della grande guerra è morto ma anche comprendere le ferite che ancora recano i sopravvissuti.

Per questo addentrarsi in “Storia intima della Grande Guerra” (Donzelli Editore) ci consente di conoscere i dolori e le speranza di quegli operai, contadini e artigiani che, strappati ai loro lavori, si ritrovarono in trincea. Nel libro, scritto da Quinto Antonelli, troviamo una ricchissima documentazione raccolta presso il Museo storico del Trentino, e a lungo esclusa dal racconto nazionale, in quanto considerata marginale, se non conflittuale gli autori sono infatti tutti gli italiani, anche quelli che un secolo fa erano sudditi dell’Austria: trentini, giuliani, triestini.

Lettere e diari scritti spesso in un italiano approssimativo che però sono comprensibilissimi se li si legge col cuore prima che con la testa. La volontà era quella di mantenere sempre un filo, un legame comunicativo, con la famiglia. Per questo la maggior parte dei soldati insisteva perchè i loro famigliari scrivessero ogni giorno. Avevano sete di informazioni, volevano sapere cosa accadeva a casa, in quel posto che avevano lasciato da mesi e poi sentivano il bisogno di raccontare come vivevano la trincea e le retrovie ma spesso si trattenevano anche dal farlo per non addolorare i loro cari.

Un racconto corale, collettivo. Una lotta quotidiana contro le proprie paure, le proprie fragilità ed i limiti fisici in una guerra che nulla perdona e nulla consente. Il libro si conclude con le storie di chi, di fronte all’incapacità di affrontare l’orrore della trincea cercò di fuggire, di autoinfliggersi delle ferite o di procurarsi delle malattie pur di non dover andare all’assalto. Molti di loro furono condannati alla reclusione, altri alla pubblica fucilazione. Ed è il racconto dell’ultimo giorno di un soldato condannato a morte che chiude il volume e lascia nel lettore un senso di scoramento e umana pietà per quell’uomo considerato da chi lo condannò un traditore.In molti non riuscirono a superare i traumi e impazzirono.

Nel volume è incluso il dvd Scemi di guerra, il documentario che Enrico Verra ha dedicato ai soldati colpiti da psiconevrosi, chiusi in manicomio, circa 40.000, e sottoposti a trattamenti spesso crudeli.

    Print       Email

You might also like...

Speciale Lucca Comics and Games 2019 – libri e serie tv

Read More →