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Tra i vicoli della città che muore: Civita di Bagnoregio

By   /   1 Febbraio 2017  /   Commenti disabilitati su Tra i vicoli della città che muore: Civita di Bagnoregio

Civita di BagnoregioÈ famosa come “la città che muore”… ed è facile capirne il motivo.

Fondata migliaia di anni fa dagli Etruschi, oggi Civita di Bagnoregio è letteralmente arroccata su se stessa e domina lo spettacolo della Valle dei Calanchi che la circonda. A poco più di un centinaio di chilometri da Roma, tra la valle del Tevere e il lago di Bolsena, nella provincia di Viterbo, vive dunque un piccolo angolo di Storia. L’erosione nei secoli ne ha modellato il profilo, separando l’antico borgo dal resto del mondo.

Si raggiunge soltanto a piedi, percorrendo un lungo ponte di cemento armato che contribuisce ad aumentarne il fascino, sembra di essere sospesi sulla vallata e già muovendo i primi passi ci si ritrova in un’atmosfera quasi surreale.

Questo è un posto dove ascoltare il suono del silenzio, un posto in cui passeggiando tra i vicoli, la sera, riesci a sentire il rumore dei tuoi passi che disturba l’andirivieni dei pensieri e confonde la quiete dei dintorni. È un posto in cui, al mattino presto, i rumori familiari e le voci chiassose della città sembrano solo un ricordo lontano. È la città che muore, un posto in cui il tempo sembra essersi fermato, ma è allo stesso tempo uno tra i borghi più belli d’Italia.

i vicoli di Civita di BagnoregioGli effettivi residenti forse si contano sulle dita di una mano ma le sue stradine e i suoi vicoli sembrano pieni di vita con le bellissime case di pietra e i tanti fiori colorati su tutte le scale e su ogni balcone. La piazza principale, su cui affaccia la chiesa di San Donato, è uno spiazzo senza pavimentazione, solo breccia mista a terriccio, il che si sposa perfettamente con le case di origine medievale nei dintorni.

La vista che si gode da qui è incredibile, uno spettacolo affascinate e magico sulla valle circostante. È un luogo difficile da raccontare, un piccolo borgo che parla direttamente al cuore, sicuramente un posto da visitare. E sono ogni giorno di più i turisti che qui giungono da ogni parte del mondo, affascinati dall’immagine fantastica di questa piccola perla. Qui si punta sulla tradizione, recuperando ogni aspetto della cultura locale, dalla gastronomia alla letteratura.

È Bonaventura Tecchi, famoso scrittore italiano nato proprio tra questi vicoli, che per primo, nell’opera Antica Terra, apostrofa amorevolmente Civita di Bagnoregio come “il paese che muore”. A dispetto del nome, il racconto di una storia destinata a durare nel tempo: “La fiaba del paese che muore – del paese che sta attaccato alla vita in mezzo a un coro lunare di calanchi silenziosi e splendenti, e ha dietro le spalle la catena dei monti azzurri dell’Umbria – durerà ancora…”.

di Marta Parcesepe

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