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Israele: l’Esercito inizia la demolizione d’insediamento abusivo di Amona

By   /   1 Febbraio 2017  /   Commenti disabilitati su Israele: l’Esercito inizia la demolizione d’insediamento abusivo di Amona

Isreaele proteste per Amona disbandmentDopo aver dato 48 ore per sgomberare, l’Esercito e le forze di polizia hanno iniziato, tra le proteste dei residenti, l’evacuazione di Amona, un villaggio di 300 famiglie costruito nel West Bank, in territorio Palestinese.

Centinaia di giovani manifestanti, cui si sono uniti alcuni parlamentari e il Ministro dell’Educazione Naftali Bennett, hanno protestato formando una catena umana davanti alle case, altri si sono rinchiusi in esse, solo poche famiglie hanno lasciato pacificamente le case.

Gli scontri con la polizia hanno provocato il ferimento di almeno 16 agenti, mentre dopo alcuni arresti altri 200 giovani sono stati forzatamente allontanati dal sito.

Israele smantelle case abusiveLe ruspe continueranno per tutta la notte, così come probabilmente le proteste e gli scontri. La polizia ha fatto sapere che finora sono state liberate 12 case, mentre altre 12 famiglie hanno lasciato casa senza opporre resistenza.

L’insediamento di Amona è stato dichiarato abusivo dall’Alta Corte di Giustizia 2 anni fa, nel 2014, ma il Premier Binyamin Netanyahu ha sempre rimandato la data di evacuazione, fino che è stato stabilito l’8 febbraio. Ieri l’Esercito ha ordinato alle famiglie di sgomberare l’area entro 48 ore. Tra l’altro, l’Alta Corte di Giustizia ha anche rigettato l’istanza di ricostruire Amona nelle vicinanze della collina del West Bank.

Lo sgombero ha animato le diverse fazioni politiche e molti si sono schierati apertamente contro l’evacuazione, mentre altri, pur comprendendo le ragioni delle famiglie, ritengono che la legge debba essere rispettata.

Ieri il governo ha approvato la costruzione di 3 mila nuove case in 13 diversi insediamenti già individuati. Inoltre, il Parlamento israeliano si appresta a votare una legge che legalizza retroattivamente le decine di insediamenti sorti abusivamente lungo il West Bank.

Manovre tese a non perdere consensi, ma anche a verificare i nuovi rapporti con Washington dopo lo sgarbo ricevuto con l’astensione americana alla condanna sugli insediamenti votata dall’ONU. Netanyahu, da quando è stato eletto Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha già fatto diversi annunci a proposito degli insediamenti, annunci che la Casa Bianca non ha criticato e quindi ha tacitamente approvato, secondo il detto: “chi tace acconsente”. I due leader si dovrebbero incontrare tra 2 settimane.

di Vito Di Ventura

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