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UK. Una petizione contro la visita di stato di Trump in Gran Bretagna

By   /   30 Gennaio 2017  /   Commenti disabilitati su UK. Una petizione contro la visita di stato di Trump in Gran Bretagna

trump e theresa maySi moltiplicano le proteste contro la prevista visita ufficiale del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, invitato da Theresa May a recarsi in Gran Bretagna ed essere ricevuto in pompa magna anche dalla Regina, anche se la data non è stata ancora fissata.

Dopo la decisione di vietare l’ingresso negli Stati Uniti ai rifugiati provenienti da Iraq, Syria, Iran, Sudan, Libya, Somalia and Yemen, in Gran Bretagna si è scatenata una bufera ed è già in atto una petizione, avviata dall’avvocato Graham Guest, per convincere il governo britannico a revocare l’invito.

Una delle più dure oppositrici alla visita di Trump è la Baronesse Sayeeda Warsi, la prima donna musulmana ad essere ministro nella passata amministrazione Cameron e attualmente membro della Camera dei Lord nelle file dei Conservatori. Secondo la Baronessa non è possibile che la Gran Bretagna possa ospitare un Presidente la cui politica è in aperta opposizione ai principi democratici britannici. “Non ha rispetto per le donne, disdegna i disabili, è contro gli LTGB (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), non ha compassione per le persone vulnerabili e le sue politiche sono impregnate di retorica. Coloro che governano questo paese s’inchinano a un uomo che queste idee e valori che non sono gli stessi del popolo britannico. Penso che dovremmo mandare un segnale molto forte”.

Secondo la legge, affinché la petizione sia discussa in Parlamento si dovranno raggiungere almeno le 100 mila firme. Ma il governo ha già fatto sapere chel’invito è stato inviato e accettato”, e che anche se si raggiungesse e superasse il milione di firme la visita avverrà ugualmente.

Ad ogni modo, proprio oggi il Ministro degli esteri, Boris Johnson, dovrà riferire in Parlamento sull’impatto che il divieto emesso da Trump avrà sui cittadini inglesi che abbiano il doppio passaporto.

A quanto pare, infatti, i cittadini che abbiano doppio passaporto, inglese e una delle nazioni nella lista nera, saranno esentati dal divieto, anche se saranno sottoposti a un più minuzioso controllo. Almeno, questa sembra la rassicurazione ricevuta dalla Casa Bianca.

Ma questa via “privilegiata” non potrà bastare agli oppositori che contestano il principio e non si accontenteranno certo del contentino.

di Vito Di Ventura

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