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Intervista a Davide Garota

By   /   12 Gennaio 2017  /   Commenti disabilitati su Intervista a Davide Garota

morto1A Lucca Comics & Games ho avuto modo di intervistare Davide Garota. Autore di alcuni libri a fumetti per la casa editrice Tunué che presentava in anteprima il suo ultimo lavoro: “L’ultimo sorso del morto”.

Parliamo de ”L’ultimo sorso del morto” tuo ultimo lavoro pubblicato da Tunué

Questa Graphic Novel nasce, come spesso accade a chi scrivedisegna, dopo un’esperienza personale. Ho fatto un mestiere molto particolare, il becchino, per 4 anni. Il lavoro oltre ai funerali comprendeva anche le esumazioni. Per chi non lo sapesse esumare un cadavere significa recuperarlo dalla sepoltura dopo vari decenni. Questo lavoro molto particolare ha fatto da ispirazione per “l’ultimo sorso del morto”.

Rispetto ai tuoi precedenti lavori si nota una grande svolta sia sul lato grafico che su quello dei contenuti

Si, è stato un cambiamento radicale. In fondo il fumetto permette di spaziare molto, quindi mi sono scatenato. Volevo osare e l’ho fatto con un fumetto molto cinematografico! Ho realizzato una cosa che mi piaceva sul genere pulp di cui sono un fan. Un volume “tarantiniano” in tutto e per tutto. Inoltre volevo parlare della morte senza essere troppo “serio”. La morte va sempre presa sul serio ma noi quando possiamo dovremmo sdrammatizzare.

L’ambientazione è nel New Mexico. Come mai questa scelta?

Io la storia l’ho riscritta tante volte. L’unico elemento che non cambiava mai era la location del finale, ovvero il New Mexico. Il protagonista è un ex marine quindi l’ambientazione è varia, c’è la California, San Diego con vari passaggi fino alla frontiera con il Messico.

Alcuni personaggi sono ispirati ad attori cinematografici

Solo alcuni personaggi sono ispirati ad attori. Danny Trejo ormai è un’icona e quindi per il messicano cattivo era una scelta obbligata. Poi ho inserito Kareem Abdul-Jabbar che è un ex campione della NBA ed anche un attore. Lui mi sembrava un personaggio fantastico da inserire nella storia. Poi per il protagonista mi sono ispirato a Steven Seagal perché era perfetto, come aspetto che come indole, per il mio protagonista.

In fondo hai fatto una sorta di casting?

In effetti si! Torniamo al discorso di prima. Il fumetto permette di fare qualsiasi cosa, quindi perché non “assumere” grandi attori?

sorso1Una caratteristica molto interessante del volume è il cambio di stile grafico tra la prima sequenza iniziale e il resto del racconto

È una tecnica particolare. Molto artistica. Si chiama “stampa a pressione” o “monotipo”. C’è una parte del fumetto, di circa 30 pagine, che utilizza questa tecnica. È una sorta di storia all’interno della storia, il lettore alla fine della lettura si accorgerà del perché di questa scelta. All’inizio il libro si sarebbe dovuto intitolare “L’ultimo sogno del morto” perché in effetti c’è una componente onirica molto forte. In effetti potrebbe essere che la parte a colori sia un sogno e quella reale in bianco e nero…o viceversa, questo lo scoprirete solo leggendo il libro.

C’è anche un elemento “magico” in questa storia. Con la presenza della “brujia” e tanti altri elementi che si discostano dai tuoi precedenti lavori.

È molto diverso dalle altre storie. Ma io un elemento di “magia reale” la inserisco sempre. Ci sono spesso nella vita di tutti i giorni quelle situazioni inspiegabili, casualità, incontri che hanno un tocco magico. Io nelle mie storie amo inserire questi elementi. Anche l’amore secondo me è un elemento magico e in questo volume c’è una storia d’amore.

Raccontiamo brevemente la trama del fumetto?

Il protagonista è un ex marines dei corpi speciali. Sua moglie è morta e sua figlia è gravemente malata. Quindi per curare la figlia si è dovuto congedare dall’esercito e per guadagnare molti soldi per curare la figlia ha scelto di fare il killer. La sua unica preoccupazione è di guadagnare molto per poter pagare le cure e la degenza in clinica alla figlia. Una sera però, dopo essere tornato a casa, trova ad aspettarlo la morte che gli propone un patto: diventare il killer della morte per sopravvivere e poter continuare ad aiutare la figlia. Quindi uccidere per amore.

Sei già al lavoro su qualche nuovo progetto?

Sto preparando un dossier per il mercato francese in collaborazione con uno sceneggiatore francese. Inoltre ho tante storie da raccontare che vedrò di proporre prossimamente in Italia.

Di Ruffino Renato Umberto

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