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Il prossimo Primo Ministro rumeno sarà una donna musulmana

By   /   23 Dicembre 2016  /   Commenti disabilitati su Il prossimo Primo Ministro rumeno sarà una donna musulmana

savil-sahhaidehEbbene sì. Sarà la Romania, quella che ha inviato migliaia di poliziotti alla frontiera per fermare i profughi siriani, ad eleggere la prima donna musulmana a rango di Primo Ministro; ancorché la Romania sia un paese a stragrande maggioranza Cristiano-Ortodossa e con solo lo 0,5% di religione musulmana.

Dopo le feste natalizie, Sevil Shhaideh, di 52 anni e membro del Partito Social Democratico, vincitore con il 45% dei voti delle elezioni tenute lo scorso mese, sarà nominata Primo Ministro del governo rumeno non appena il Parlamento e il Presidente, Klaus Iohannis, la loro approvazione formale. Governerà con una  di Liberali e Democratici.

La Shhaideh, di origine tartara e laureata in programmazione economica e cibernetica, è stata per 6 mesi Ministro per lo Sviluppo Regionale e della Pubblica Amministrazione del governo di Victor Porta, ma stando alle voci di corridoio, è una pedina nelle mani del leader del Partito Social Democratico, Liviu Dragnea.

Quest’ultimo, condannato lo scorso aprile per brogli elettorali, non si è potuto presentare alle scorse elezioni e perciò, stando ai suoi oppositori, ha scelto un politico sconosciuto che agirà secondo sue indicazioni.

Tra l’altro, il marito della Shhaiedh è un uomo d’affari siriano ed è stato dirigente del Ministero dell’Agricoltura del governo di Bashar al-Assad. Emigrato nel 2010, prima delle cosiddette Primavere Arabe, possiede ancora diverse proprietà in Siria.

Cosa potrà cambiare sulla politica dell’immigrazione? Probabilmente nulla. La Romania continuerà ad opporsi alla ridistribuzione dei migranti. Ma l’elezione a Primo Ministro di una donna di fede musulmana, pur non costituendo, in linea di principio, un problema, dato il clima in cui viviamo in Europa, reso ancora più rovente dai fatti di Berlino, potrebbe generare delle ripercussioni e comunque costituirà un precedente.

Speriamo solo che questa nomina non sia interpretata, dai molti di fede musulmana presenti in Europa, come una “vittoria”  ovvero un primo passo verso possibili governi islamici in Occidente.

di Vito Di Ventura

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