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Natale insanguinato

By   /   20 Dicembre 2016  /   Commenti disabilitati su Natale insanguinato

strage-di-berlino-natale-2016L’uccisione dell’ambasciatore russo, Andrei Karlov, ad Ankara, la strage di Berlino, in cui sono morte 12 persone e altre 48 sono rimaste ferite, sono in ordine di tempo gli ultimi eventi che hanno insanguinato questa vigilia di Natale. E non sappiamo se ce ne saranno altri!

Ancora una volta le democrazie occidentali si trovano impreparate ed impotenti di fronte a questi atti, e lo saranno sempre, poiché questi ultimi hanno, ed avranno, il vantaggio tattico di cogliere sempre e soltanto di sorpresa.

Ancora una volta queste tragedie vengono etichettate sotto la dizione “terrorismo di matrice islamica” o più semplicemente “terrorismo”, dando per scontato che questo sia di estrazione islamica.

Noi occidentali focalizziamo la nostra attenzione sugli attentati che avvengono in casa nostra, dimenticando le migliaia di musulmani che quotidianamente cadono sotto i colpi degli attentati. La verità sta nel fatto che il mondo islamico è talmente variegato che è difficile connettere tutti questi episodi sotto un’unica regia o assegnarle ai cosiddetti “lupi solitari”, convertiti al jihad.

Il terrorismo, così come tutti gli atti di violenza, affonda le sue radici nell’ideologia e nella povertà. Occorre prima capire le ragioni profonde che spingono moltitudini di giovani ad abbracciare il jihad, per poi conquistare la loro mente e il loro cuore; basta considerare il diverso valore che noi occidentali attribuiamo alla vita. Solo allora si potrà combattere ad armi pari ed estirpare il fenomeno, altrimenti, saremo sempre allo stesso punto.

La repressione militare non basta. Al più toglie “terreno”, anche se importante, ma l’ideologia rimane. Ai terroristi morti, altri si succederanno e andranno ad ingrossare le fila dei gruppi armati. Quelli dello Stato Islamico caduti ad Aleppo, saranno considerati “martiri”, caduti per un ideale, e prontamente sostituiti da migliaia di giovani pronti ad emularli.

Ed è questa emulazione che occorre studiare come fenomeno, non con atti di buonismo, ma con politiche sociali efficaci.  

di Vito Di Ventura

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