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Serie A – Inter: Pioli si aggrappa alle ali

By   /   21 Novembre 2016  /   Commenti disabilitati su Serie A – Inter: Pioli si aggrappa alle ali

Quarantacinque minuti a rincorrere l’avversario pur essendo stato per larghi tratti dell’incontro – per dirla alla Berlusconi – “padrone del campo e del giuoco”. È stato questo lo strano destino che ha accolto Stefano Pioli alla sua prima uscita in assoluto con l’Inter; un destino bizzarro proprio come quello che lo ha portato a esordire sulla panchina nerazzurra proprio nel derby: per antonomasia ‘La Partita’ all’ombra della Madonnina. Avversario, un Milan sapientamente guidato da Vincenzo Montella il quale ha avuto, in questi primi mesi di campionato, il merito di tirare fuori da un gruppo ordinario risultati straordinari, l’esatto contrario di quello che la nuova dirigenza cinese ha chiesto al tecnico emiliano una volta insedatosi alla Pinatina.

Con una premesse del genere non poteva che venire fuori una stracittadina divertente come quella di ieri, incerta fino al 90′ e – come di fatto è stato – anche oltre. Il 2-2 finale sul quale la Beneamata ha inchiodato il Diavolo ha due protagonisti ben precisi, interpreti dai quali Pioli non può prescindere se vuole riportare la sua nuova creatura in alto: le ali Candreva e Perisic.

PARI E PACE – Andato via dalla Lazio a seguito di una stagione tribolata anche per via del rapporto non idilliaco con il tecnico di inizio anno, Antonio Candreva non poteva proprio immaginare che quell’allenatore – Stefano Pioli – se lo sarebbe ritrovato nuovamente nello spogliatoio a distanza di qualche mese. Pomo della discordia, allora, fu la fascia di capitano che il mister dirottò dal braccio di Mauri a quello di Biglia, senza passare per il romano Candreva. Una decisione che fece rifiutare all’esterno della Nazionale anche il ruolo di ‘vice’ segnando, di fatto, la rottura con l’ambiente biancoceleste. Questo episodio non ha però incrinato la stima calcistica che Pioli ha sempre mostrato per il talento del numero 87 ora interista, e il gol del momentaneo 1-1 (botta di destro da posizione centrale) è lo specchio di quello che Candreva potrebbe tornare ad essere sotto la ritrovata guida di Pioli: “Il passato, per quanto mi riguarda, è alle spalle. Alla Lazio c’era un contesto differente e un altro tipo di dinamiche – ha dichiarato Pioli nel post-gara. Antonio è già un grande giocatore, ma può fare ancora quel passo in avanti decisivo per consacrarsi come Top ai massimi livelli. Dipende solo da lui. Intanto posso dire di averlo trovato estremamente disponibile e coinvolto nel progetto, che abbiamo in comune, di riportare l’Inter il più in alto possibile”. Maggior libertà nel raggio d’azione e costanza di rendimento nell’arco dei 90′ di gioco: il Candreva di ieri, paragonato a quello del recente passato, è apparso ben più partecipe nel gioco di squadra, non solo dunque una micidiale ‘macchina da cross’ per Mauro Icardi com’era stata impostata da De Boer.

IVAN IL TERRIBILE – Tornato sotto al 58′ per mano del solito Suso, Pioli ha dimostrato maggior raziocinio nella gestione della gara rispetto al suo predecessore olandese non gettandosi immediatamente alla disperata ricerca del pari, bensì, persistendo nel gioco verticale sugli esterni, dando fiducia al fin lì poco convincente Perisic. Il ventisettenne croato – secondo miglior realizzatore stagionale della squadra – ha però spesso dimostrato di avere nel serbatoio risorse impensabili e, a una manciata di secondi dal termine, ha tirato fuori dal cilindro la zampata del 2-2 dimostrandosi lesto e scaltro in area di rigore. Sono già 4 i gol dell’ex Wolfsburg in questo campionato con 2 assist vincenti in 12 gare, un ruolino non male considerando le 7 marcature e i 5 passaggi vincenti delle scorse 34 giornate di Serie A disputate.

PADRONI DI SAN SIRO – 65,5% di possesso palla; 8 angoli a 1; 22 tiri a 10 (di cui 7 a 4 nello specchio di porta);  518 passaggi, l’85,5% dei quali andati a segno; e per finire 42 cross contro gli 8 avversari. I numeri del derby parlano di un’Inter superiore quasi in tutto rispetto al Milan, grande merito di cotanta produzione offensiva va spartira chiaramente tra i due esterni alti e il dinamismo offerto in cabina di regia avanzata da Joao Mario. I problemi per la squadra di Pioli, semmai, sono da riscontrare nella sofferenza sugli esterni bassi (dove Ansaldi ha faticato oltremodo per arginare lo straripante Suso), e nel filtro balbettante della mediana composta da Brozovic e Kondogbia; in quest’ottica va letta la prestazione ottima del giovane Locatelli: un gigante, ad esempio, rispetto al colosso francese avversario.

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