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Non si ferma la purga di Erdogan

By   /   4 Novembre 2016  /   Commenti disabilitati su Non si ferma la purga di Erdogan

curdi-arrestiIl Presidente Recep Tayyip Erdogan continua con le epurazioni di tutti i suoi opponenti politici e della minoranza curda. Ieri, in una retata notturna, sono stati arrestati altri 12 parlamentari appartenenti al Partito Democratico del Popolo Curdo (HDP), che occupava circa il 10% dei seggi in Parlamento.

Tra gli arrestati ci sono il vecchio leader del partito, Idris Baliken, Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag. Le Nazioni Unite hanno immediatamente condannato tali arresti definendoli un duro colpo alla democrazia del Paese.

La giustificazione del governo è sempre la stessa, e cioè che i fermati fanno parte della rete dei golpisti capeggiata da Fethullah Gulen. E con tale giustificazione fino ad oggi sono state arrestate decine di migliaia di persone, tra cui giornalisti, professori, avvocati, medici e attivisti di sinistra.

Gli obiettivi principali di Erdogan restano comunque i curdi, sia militanti sul terreno sia parlamentari democraticamente eletti. L’eliminazione di questi ultimi ridurrebbe l’opposizione quasi a zero e gli permetterebbe di far approvare leggi che gli consentirebbero maggiore libertà d’azione e autonomia decisionale.

Che i curdi siano nel mirino, è dimostrato anche dal fatto che alcune ore dopo la retata, un’auto bomba è esplosa in una caserma della polizia curda nella città di Diyarbakir, uccidendo 8 persone e ferendone oltre 100.

L’altra faccia della medaglia di questo accanimento contro i curdi, che rappresentano comunque il 20% della popolazione turca, è che l’esasperazione della minoranza curda potrebbe portare ad una instabilità del Paese e ad una recrudescenza della lotta.

Evidentemente, però, Erdogan è convinto che la lotta ai curdi si possa vincere con la forza e militarmente, e, quindi, appoggia ogni azione che possa in qualche modo eliminare la loro presenza. In tal senso vanno letti infatti anche gli attacchi aerei condotti contro il  gruppo dei curdi  siriani  che opera ai confini con la Siria, inserito pienamente nella coalizione a guida americana.

di Vito Di Ventura

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