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Serie A – Insigne, Bacca, Eder: il tridente degli scontenti

By   /   31 Ottobre 2016  /   Commenti disabilitati su Serie A – Insigne, Bacca, Eder: il tridente degli scontenti

Quello di Halloween è stato il weekend delle decisioni tecniche contestate. In particolare tre attaccanti: Insigne, Bacca ed Eder, non hanno nascosto affatto il loro disappunto per la scelta dell’allenatore di sostituirli a gara in corso. Andiamo a vedere nel dettaglio come è andata e quali saranno – se ci saranno – le conseguenze dei loro gesti.

MASANIELLO – La ribellione alla ‘politica dei cambi in corsa’ l’ha avviata lo Scugnizzo Insigne sabato sera nel big match dello Juventus Stadium. Con il Napoli appena pervenuto al pareggio grazie a un suo assist, Lorenzo Il Magnifico si apprestava a guidare i suoi all’assalto dei tre punti quando mister Sarri lo ha richiamato in panchina in luogo dell’ex bianconero Giaccherini. A qual punto, incredulo per la scelta operata dal suo allenatore, il numero 24 non si è ‘morso la lingua’ ma ha chiesto veementemente spiegazioni sulla natura del cambio: “Sto bene, perché? Perché? Perché?”. Sarri, in quell’istante, ha risposto per le righe sedando immediatamente le ire del folletto partenopeo. In conferenza stampa poi, incalzato sull’argomento, il tecnico ha risposto: “Insigne deve stare zitto e pensare al campo. I chiarimenti si fanno a quattrocchi negli spogliatoi. L’ho visto che non rincorreva più dopo aver perso palla un paio di volte e l’ho cambiato. Punto”. Al giudizio lapidario del toscano pare non seguiranno azioni disciplinari del club; c’è bisogno infatti di teste sgombre nell’attuale momento grigio del Napoli che, soprattutto in avanti, soffre di nervi scoperti visto anche ciò che a Crotone aveva combinato Gabbiadini.

IL CARLOS FURIOSO – Passando alla domenica, San Siro è stato il palcoscenico del siparietto andato in scena tra due bomber di razza: Montella e Bacca. Il primo sta cercando di guidare il Milan ai risultati da bordo campo attraverso il gioco e un’identità di squadra ben precisa; il secondo – al centro dell’attacco – prova a condurre i suoi compagni più in alto possibile attraverso l’unica via che conosce, il gol. Senza reti da quattro gare, a 6′ dalla fine in casa con il Pescara, Montella ha deciso di richiamare in panchina Bacca in luogo del più ‘fresco’ Luiz Adriano; il cambio però non è andato giù al numero 70 che non solo ha rifiutato la stretta di mano del tecnico, ma – dopo un veloce scambio di opinioni – si è esibito persino nel classico ‘lancio del giubotto’. L’Aereoplanino, sconsolato dall’atteggiamento del suo centravanti, ha rimandato ogni discussione alla prima seduta utile di Milanello. Quello tra Bacca e Montella non è mai stato un rapporto ‘liscio’, con il primo che vive esclusivamente per il gol e il secondo che pretende un gioco corale che includa nello sviluppo della manovra anche il suo terminale offensivo, ecco perché in estate la cessione di Bacca non sembrava un’eresia e Niang veniva provato al centro dell’attacco. Dati Opta sottolineano il fatto che Bacca sia il giocatore di A che tocchi meno palloni, in media, durante i 90′ assieme al collega interista Icardi; un centravanti di razza dunque che, però, dialoga poco con i compagni non riuscendo, di conseguenza, ad essere un punto di riferimento per questo ultimi; proprio quello che cercava Montella nei minuti finali di ieri quando il Pescara si affacciava minaccioso in avanti.

SAUDADE DA GOL – Il tridente degli scontenti si è andato a completare ieri sera a Marassi, durante Sampdoria-Inter, quando De Boer – sotto di un gol – ha optato per la mossa che sta diventando un po’ il suo marchio di fabbrica: il cambio simultaneo degli esterni d’attacco. A farne le spese questa volta sono stati i nazionali azzurri Candreva ed Eder; quest’ultimo – ex della gara – non ha digerito appieno la scelta dell’olandese non concedendo al tecnico la mano, bensì filando in panchina a brutto muso. Interrogato poi sull’argomento De Boer ha minimizzato: “Eder vuole sempre vincere, in campo da il 100%, non è un problema dunque la sua reazione. Avevo bisogno di forze fresche sugli esterni, dove non abbiamo fatto la partita che volevo”. Sbloccatosi sette giorni prima a Bergamo dopo un digiuno in campionato che durava dallo scorso 23 aprile, l’italobrasiliano ha dimostrato di soffrire oltremodo il ruolo di rincalzo e la posizione esterna che Mancini prima e De Boer poi gli hanno ritagliato nella sua fin qui mediocre esperienza milanese; tutta un’altra storia per il classe ’86 che, a gennaio scorso, arrivava alla Pinetina proprio da Genova con in dote 12 gol e 4 assist in 1646′, 66′ in meno rispetto a quelli disputati fin qui in nerazzurro con la miseria di 2 reti e 2 assist.

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