Loading...
You are here:  Home  >  Cultura  >  Attualità  >  Current Article

10 falsi miti sui migranti sfatati da Medici Senza Frontiere

By   /   28 Ottobre 2016  /   Commenti disabilitati su 10 falsi miti sui migranti sfatati da Medici Senza Frontiere

MigrantiSu come gestire l’emergenza migranti molte sono le idee fino ad ora espresse, molte delle quali contrastanti, ma un fattore determinante sul quale agire immediatamente sono le “bufale” che disegnano queste persone come approfittatori e criminali che, purtroppo, sono oramai entrate nell’immaginario collettivo. Proprio per questo motivo Medici Senza Frontiere, ONG legalmente riconosciuta e dal respiro internazionale, ha cercato attraverso l’esperienza diretta di sfatare i dieci miti più diffusi e condivisi.

  • Portano malattie

Quante volte abbiamo sentito l’opinione di alcuni “esperti” che indicavano il ritorno di alcune malattie come tubercolosi, scabbia ed ebola a causa dell’arrivo dei migranti? La realtà è che a MSF non risulta alcun caso in cui la presenza di migranti sia stata una causa di emergenza per la salute pubblica. Per esempio la tubercolosi è presente in Italia da decenni e non si trasmetti con una stretta di mano o con il frequentare gli stessi spazi pubblici. Fattori scatenanti della malattia sono la scarsa igiene e la permanenza prolungata in luoghi chiusi. Per quanto riguarda l’ebola, la possibilità che qualche migrante contagiato sia arrivato in Italia è remota, a causa delle lunghe tratte che gli stessi compiono e per la letalità del virus.

  • Sono trattati meglio degli italiani

Le immagini di immigrati in alberghi lussuosi sono numerose, senza dimenticare la questione dei 35€ al giorno che lo Stato “passerebbe” ad ognuno di loro. Niente di più falso. Oltre il 70% dei richiedenti asilo in Italia è ospitato in strutture temporanee e straordinarie e i 35€ al giorno è il costo che gli enti sopportano per la gestione dei centri. Solo il cosiddetto “pocket money”, circa 2,5€, viene corrisposto direttamente ai migranti per sostenere alcune loro spese.

  • Aiutiamoli a casa loro

Questa teoria ritiene che se queste persone fossero aiutate economicamente nel loro Paese eviterebbero di venire nel nostro. La realtà è che ad oggi la comunità internazionale stanzia ingenti fondi per contrastare fame e povertà estrema in Africa, Asia e Sud America. Il problema è che il cibo e la sicurezza economica non proteggono da guerra, persecuzioni e violenza.

  • Hanno tutti lo smartphone

Anche in questo caso la rete è stata il mezzo per condividere numerose immagini di migranti con smartphone tra le mani che accompagnano l’idea che non siano realmente in difficoltà. La realtà che lo smartphone, oltre ad essere considerato un bene di prima necessità, è l’unico mezzo che queste persone hanno per rimanere in contatto con le loro famiglie, per capire dove si trovano durante il viaggio e per condividere informazioni tra di loro. Proprio per questo motivo MSF fornisce, sulle rotte migratorie, punti di ricarica elettrica e wi-fi.

  • Vengono tutti in Italia

Chi veicola attraverso la TV, i giornali e i social network questo messaggio afferma che le città italiane sono invase e che per strada si vedono più stranieri che italiani. La realtà è che le statistiche ufficiali raccontano una situazione diversa. Circa il 39% dei migranti scappa verso il Medio Oriente e il Nord Africa e che solo il 6% di loro arriva in Europa. Nello specifico in Italia si trovano 118 mila rifugiati e 60 mila richiedenti asilo, inoltre va aggiunto che l’Italia è tra gli ultimi Paesi in Europa per incidenza dei rifugiati per popolazione totale. I primi sono Svezia, Malta, Norvegia e Svizzera rispettivamente con 17,4 rifugiati ogni 1000 abitanti, 16,5, 9,8 e 8,9.

  • Sono tutti adulti e in buona salute

Molti si chiedono perché non rimangano nei loro Paesi a combattere invece di scappare. In molti casi i migranti sono giovani uomini, i soli in grado di affrontare viaggi così lunghi e stenuanti. Anche se nel 2015 secondo l’UNHCR, su circa 1 milione di persone arrivate in Grecia, Italia e Spagna via mare, il 17% è formato da donne e il 25% da bambini.

  • Rubano il lavoro agli italiani

In molti credono che la così alta disoccupazione, soprattutto tra i giovani, sia dovuta alla presenza così massiccia di migranti. Affermazione smentita da un recente rapporto del Centro Studi di Confindustria che osserva, per il settore industria ed edilizia, come all’aumentare dell’occupazione sia quella italiana che quella dei migranti crescano in maniera simmetrica. Discorso diverso per i settori dell’agricoltura e dei servizi dove i migranti, nella maggior parte dei casi, svolgono attività che la manodopera italiana non è più disponibile a svolgere, infatti molte attività agricole sopravvivono grazie alla manodopera straniera.

  • Non scappano dalla guerra

Secondo un’idea diffusa la maggior parte dei migranti non proviene dalla Siria o da altre nazioni coinvolte in conflitti. Semplificare in questo modo tra rifugiati e migranti economici è un modo per evitare di affrontare la realtà, infatti le cause che portano queste persone a scappare dalle loro case molte volte sono correlate. La guerra riguarda Paesi come Siria, Iraq, Nigeria, Afghanistan, Sud Sudan, Yemen e Somalia, l’instabilità politica e militare del Mali, i regimi oppressivi di Eritrea e Gambia, le violenze del Chad e la povertà estrema del Senegal, della Costa d’Avorio e della Tunisia muovono masse enormi di persone.

  • Tra i migranti si nascondono i terroristi

Molti sono preoccupati da fatto che tra le persone che sbarcano sulle nostre coste ci possano essere terroristi pronti a colpire le nostre città. Questa affermazione non trova riscontro nella realtà dei fatti, infatti la maggior parte dei terroristi coinvolti negli attacchi in Europa erano già presenti nel territorio europeo, in quanto cittadini europei, e solo rari ed isolati casi hanno coinvolto richiedenti asilo.

  • I migranti in Italia entrano a far parte della criminalità organizzata

Per molti le condizioni di vita dei migranti in Italia li spinge ad essere catturati dalla criminalità organizzata, che li usa per lo spaccio, i furti o la prostituzione. Esistono numerosi studi internazionali che smentiscono le correlazioni tra aumento dei migranti e l’incremento di denunce penali. Anche se è innegabile che il 34% dei detenuti è rappresentato da stranieri, ma questo dato è giustificato dalla carcerazione preventiva, applicata in maniera più ampia che agli italiani a parità di reato.

Per approfondimenti e maggiori informazioni medicisenzafrontiere.it

    Print       Email
  • Published: 3 anni ago on 28 Ottobre 2016
  • By:
  • Last Modified: ottobre 29, 2016 @ 11:38 am
  • Filed Under: Attualità
  • Tagged With: ,

You might also like...

Stress da rientro? I consigli per superarlo

Read More →