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Benigni alla Festa del Cinema: due ore di ricordi e aneddoti

By   /   27 Ottobre 2016  /   Commenti disabilitati su Benigni alla Festa del Cinema: due ore di ricordi e aneddoti

benigni-2Puntuale e come sempre pieno di energia, Roberto Benigni si è presentato nella Sala Sinopoli molto gremita, in occasione dell’ultimo degli “incontri ravvicinati” in programma alla Festa del Cinema presso l’Auditorium di Roma.

In realtà l’incontro con il pubblico sarebbe dovuto avvenire il 19 Ottobre, ma Benigni, insieme ad altre eccellenze italiane, è stato chiamato a far parte del seguito del Premier Renzi, invitato ad una cena istituzionale dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e, a dirla con le sue parole: “senza pensarci due volte ho accettato….come si fa a dire di no ad Obama?”.

L’incontro, moderato dal direttore artistico Antonio Monda, è andato ben al di là dell’ora prevista, perché Benigni è apparso di ottimo umore, un fiume in piena difficile da domare. L’intervista è stata intervallata da spezzoni dei film più celebri per evocarne sia i ricordi che alcuni aneddoti: si è passati da “Berlinguer ti voglio bene” al “Piccolo Diavolo”, da “Johnny Stecchino” a “Non ci resta che piangere”, per concludere con la pietra miliare “La vita è bella”.

Tra un video e l’altro, sono riaffiorati tanti ricordi, quelli delle collaborazioni con Antonioni, Bertolucci, Fellini, e anche alcune opere che non hanno mai visto la luce, come, ad esempio, l’interpretazione mai avvenuta di San Francesco d’Assisi pensato per lui proprio da Bertolucci.

Tra i ricordi e anche i rimpianti di averlo perso molto presto, Benigni si è soffermato sul rapporto con Massimo Troisi, sulla felicità di averlo incontrato subito dopo l’uscita di “Ricomincio da tre”. “Un’amicizia che è scoppiata all’improvviso, così forte come l’amore; succede solo con alcune persone… a lui non piaceva girare in movimento, quindi le scene in movimento le riprendevo sempre io, quelle fisse lui…avevamo le parti scritte ma durante le riprese improvvisavamo molto, e ridevamo sempre insieme di tutto”.

Presenti in sala anche il Presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e Nicoletta Braschi, moglie dell’attore oltre che spalla in numerosi film. Proprio a lei Benigni ha reso l’omaggio più importante della serata; chiamata sempre per nome e cognome e mai solo “Nicoletta” o “mia moglie”, proprio per dare il giusto peso alle sue interpretazioni nei film. “Grazie a lei il mio cinema da farsa si è trasformato in commedia, per me lei è come una benedizione!

Benedizione….parola su cui si è agganciato Monda per parlare anche del rapporto con la religione, da sempre a metà tra l’essere anticlericale e allo stesso tempo credente. Inevitabile il riferimento a quando Benigni chiamò in TV il Papa WojtylaWoitilaccio”, con tanto di inchiesta e condanna di un anno con la condizionale da parte dello Stato del Vaticano.

Storia che si concluse con il papa che assistette commosso proprio affianco a Benigni alla proiezione del film “La vita bella”, una visione privata. “Una situazione assurda, ero immobile, terrorizzato, mi giravo e c’era affianco a me proprio il papa vestito di bianco, immaginatevi voi!”. Wojtyla gli fece tanti complimenti, così come gliene ha fatti telefonicamente Papa Francesco per l’interpretazione della Divina Commedia, anche se: “Quando mi ha chiamato erano le 8 del mattino, dormivo e gli hanno detto di richiamare! E lui ha richiamato! Incredibile. E’ una di quelle persone che quando le incontri vuoi solo abbracciarle”.

Tra un aneddoto su Tom Waits, “che aveva la casa molto trasandata ma al tempo stesso affascinante”, e una battuta su Tom Hanks, recentemente premiato proprio alla Festa del  Cinema (“voglio fare un film con lui di un’allegria sfrenata!”), l’incontro si e concluso con una promessa: il ritorno al cinema con un nuovo film, di cui Benigni non ha voluto svelare alcun particolare.

Dopo dieci anni di lontananza dal cinema, preso dagli incontri divulgativi della Divina Commedia e della Costituzione Italiana, l’attore ha manifestato di sentire forte il bisogno di tornare alle origini. Ha già scritto la sceneggiatura e a noi non resta che attendere, con la speranza che ci doni un nuovo capolavoro.

di Andrea Barboni

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