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Firenze celebra il personaggio “scomodo” Ai Weiwei

By   /   9 Ottobre 2016  /   Commenti disabilitati su Firenze celebra il personaggio “scomodo” Ai Weiwei

FILE - In this Tuesday, Sept. 15, 2015 file photo Chinese artist Ai Weiwei poses for photographers with one of his pieces at his exhibition at the Royal Academy of Arts in London. Chinese artist Ai Weiwei said Wednesday, Jan 13, 2016, that a change in policy by Lego to allow bulk orders of its toy bricks for projects with a political purpose is a victory for freedom of expression.(ANSA/AP Photo/Frank Augstein, File)

Sul fatto che l’artista cinese Ai Weiwei sia ormai una vera e propria celebrità a livello internazionale non si nutrono dubbi. La sua abilità artistica è pareggiata dal suo controverso personaggio che ha contribuito non poco ad accrescerne la notorietà.

Dopo una lunga serie di grandi mostre in tante nazioni è giunto l’atteso momento della sua prima retrospettiva italiana: eccolo ospite a Palazzo Stozzi in una cornice davvero unica per la soddisfazione del pubblico fiorentino, che potrà ammirarne la cifra sino a tutto il prossimo 22 gennaio.

Ai Weiwei nasce a Pechino nel 1957 figlio di Ai Qing, noto poeta perseguitato in patria come estremista politico. Come il padre, diviene a sua volta personaggio scomodo a causa del suo attivismo sociale e della lotta incessante condotta contro la libertà di espressione.

Dal 1981 al 1993 vive a New York, città in cui ha modo di scoprire l’arte di Marcel Duchamp e Andy Warhol. Solo successivamente può tornare in Cina dove contribuisce a fondare una comunità di artisti d’avanguardia, l’East Village di Pechino.

Appassionato di architettura, risulta coinvolto nei progetti di importanti opere come lo Stadio Nazionale di Pechino, nonché il celebre pavimento della Turbine Hall della Tate Modem ricoperta con cento milioni di semi di girasole in porcellana.

Il suo stato di perseguitato politico (nel 2011 è stato anche detenuto in stato di arresto per 81 giorni) non gli ha impedito di partecipare ad esposizioni in tutto il mondo. A causa del forte impatto politico e simbolico del suo messaggio, l’artista è stato insignito del Premio Vaclav Havel for Creative Dissent della Human Rights Foundation nonché del titolo di Ambassador of Conscience di Amnesty International.

Un personaggio coraggioso e ricco di fascino dunque che, insieme al curatore Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, ha voluto onorare l’impegno fiorentino con un’ampia serie di circa sessanta celebri opere, tra installazioni e sculture, che unitamente a vari video e rappresentazioni fotografiche ne illustrano l’intera carriera.

A latere figurano anche nuove produzioni, come l’installazione “Reframe (Nuova cornice)” costituita da 22 gommoni di salvataggio ancorati alle bifore di Palazzo Strozzi, con l’evidente intento di catalizzare l’attenzione del mondo sui tristi destini dei profughi che muoiono in mare alla disperata ricerca di libertà.

La mostra si connota per la particolarità di trasformare per la prima volta Palazzo Stozzi in una location totalizzante grazie al coinvolgimento di tutti i suoi spazi: la facciata come detto, ma anche il cortile, il Piano Nobile e la Strozzina.

Da ammirare in rassegna opere del periodo newyorkese del maestro cinese fino ai lavori degli anni duemila, creati grazie all’assemblaggio di materiali ed oggetti come sgabelli o biciclette, per arrivare ai noti ritratti di dissidenti politici realizzati in LEGO.

Per tornare ai messaggi di denuncia di Ai Weiwei giova ricordare che anche di recente si era cimentato a Berlino in un’installazione dedicata al tema dei migranti, ovvero l’esposizione di ben 14 mila giubbotti arancioni di salvataggio avvolti sulle colonne della Konzerthaus.

Davvero non si può mancare una visita a questa grande mostra dal titolo “AI Weiwei. Libero” per conoscere da vicino la forza e la vivacità espressiva del più famoso artista cinese vivente, sempre più simbolo carismatico della lotta per la libertà di parola e della denuncia contro le contraddizioni del mondo contemporaneo.

di Aurora Portesio

Ai Weiwei. Libero
a cura di Arturo Galansino
dal 23 settembre 2016 al 22 gennaio 2017
Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi, Firenze
orari: giovedì ore 10-23; restanti giorni ore 10-20

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