Loading...
You are here:  Home  >  Esteri  >  Current Article

Siria fallito l’accordo Russia-USA per il cessate il fuoco e la tragedia continua

By   /   26 Settembre 2016  /   Commenti disabilitati su Siria fallito l’accordo Russia-USA per il cessate il fuoco e la tragedia continua

siria-crisi-siriana-allonu Il “cessate il fuoco” voluto da Russia e Stati Uniti due settimane fa non è praticamente mai partito. Mosca e Washington avevano concordato una “sospensione delle ostilità” richiesta dal Rappresentante ONU de Mistura per consentire ai convogli dell’assistenza umanitaria di raggiungere le zone disastrate dal conflitto. L’accordo doveva anche spianare la strada all’azione aerea congiunta di Russia e Usa contro lo Stato Islamico-IS, al Qaeda e le altre formazioni terroristiche collegate tra cui Jabhat Fateh al-Sham, il movimento Al Nusra. In verità gli Stati Uniti e la Russia sono partiti con i bombardamenti, ma poi l’accordo è saltato per sopravvenute incomprensioni sugli obiettivi da battere. I gruppi terroristici da colpire erano stati congiuntamente individuati ma purtroppo ognuno ha mantenuto i propri interessi.

Ci sono state da subito violazioni e si sono verificati alcuni gravi episodi. Gli USA hanno colpito, per errore?, postazioni di soldati di Assad e la Russia li ha accusati di appoggio a Daesh, lo Stato Islamico-IS. Un convoglio umanitario è stato colpito con gravi perdite umane e gli USA hanno accusato la Russia di connivenza con i “terroristi di regime” Il fragile castello della tregua è purtroppo subito crollato. Peccato, perché si sperava di poter utilizzare l’accordo come un trampolino di lancio per rivitalizzare i colloqui ONU di Ginevra, fino ad oggi piuttosto sonnolenti. Ma nelle Capitali lo scetticismo imperava e si dubitava che questo accordo potesse portare lontano. Molti speravano anche solo in una breve tregua per dare respiro ai siriani dei territori occupati dalle formazioni contrarie al regime che soffrono per la fame e per i bombardamenti degli aerei di Hassad. Niente da fare, si è tornati ad una grave contrapposizione tra le coalizioni a guida russa e statunitense che anzi ha aggravato la situazione con reciproche accuse di sostegno al terrorismo. Ad Aleppo infuria la battaglia con gravissime conseguenze sulla popolazione. Gli USA hanno palesemente accusato la Russia di Putin di connivenza con il sanguinario Assad nel commettere crimini di guerra. L’Ambasciatrice americana all’ONU Power ha detto “…quello che la Russia sta sponsorizzando in Siria non è lotta al terrorismo, ma barbarie». Sullo stesso tono la Gran Bretagna con l’ambasciatore Rycroft “Mosca collabora con il regime siriano per commettere crimini di guerra”. Dal canto suo la Russia con il suo rappresentate Churkin  ribatte “…il caos in Medio Oriente lo ha provocato l’Occidente che ha voluto cancellare gli equilibri esistesiria-distruzioninti e che usa i terroristi di al-Nusra per abbattere il regime siriano”. In questa diatriba il rappresentante di Damasco Jaafari chiosa le affermazioni sostenendo che  “….la vera guerra al terrorismo non è ancora cominciata. L’imminente vittoria siriana consentirà l’applicazione di tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite”.

E’ evidente la debacle diplomatica su tutti i fronti, purtroppo si continua sul trend degli ultimi anni nei quali abbiamo assistito al lancio di tante iniziative di pace, tutte fallite. Ma per la quantità di morti e distruzioni già registrate la misura è colma e si deve finalmente chiudere con questa immane tragedia. Oramai è chiaro che tutto passa attraverso la volontà di Russia e Stati Uniti che rappresenta l’ago della bilancia anche se non si può prescindere dagli altri importanti attori regionali. Ma qual è la motivazione vera di questo nuovo fallimento?

In tutta evidenza l’accordo era veramente debole perché compromesso già in partenza dalla forzata convivenza di due posizioni, quella russa e quella statunitense assolutamente discordanti, perfino sulle cause del conflitto. Per Washington la colpa di tutto è di Assad, per Mosca, ogni responsabilità va attribuita ai gruppi terroristici anti regime. Opposte anche le strategie. Per Washington la priorità è l’uscita di Assad, mentre per Mosca il dittatore deve rimanere per garantire il graduale passaggio del potere ad una nuova leadership. Questa la situazione. Ma non solo USA e Russia sono della partita. La soluzione della crisi siriana richiede, ovviamente, l’impegno delle due ex grandi potenze ma anche, e soprattutto, quello dei Paesi della regione che appoggiano i contendenti, l’Iran sciita per Assad e Turchia e Arabia Saudita contro il regime. Quali i principali rapporti di forza? Non ci sono dubbi, il confronto tra Russia e Stati Uniti in Medio oriente vede Putin in posizione preminente rispetto ad Obama per quanto riguarda le “capacità politiche nell’area”. La Russia è oggi l’unica potenza esterna con piene capacità diplomatiche (può negoziare su tutti i fronti) e militari (volontà di intervenire) che, a crisi risolta, potrebbe supportare la transizione di potere a Damasco. Gli Stati Uniti da sempre contro Assad e deboli per motivi elettorali, non potrebbero farlo. La posizione di Putin leader mondiale si consolida.                                                             di Roberto Bernardini.

Pages: 1 2

    Print       Email

You might also like...

Accuse e contraccuse tra Iran e Francia Germania e Regno Unito

Read More →