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La gogna virtuale in Italia: un fenomeno sociale preoccupante

By   /   16 settembre 2016  /   1 Comment

ViolenzaL’intenzione di questo articolo non è chiarire il perché, il come e chi dei recenti fatti di cronaca siano i colpevoli,  queste sono domande a cui la magistratura e le forze di polizia dovranno dare una risposta, ma più semplicemente portare alla luce come il web e i social network abbiano dato voce ad un “tribunale virtuale” pronto a giudicare in maniera spietata chiunque non segua i binari imposti dalla società o che semplicemente non subisca passivamente prepotenze e violenze.

Ovviamente ci riferiamo agli ultimi fatti di cronaca che hanno visto, loro malgrado, protagoniste tre ragazze. Tiziana Cantone suicidatasi per alcuni video hard, la tredicenne pugliese violentata per anni dal branco ed in ultimo la diciasettenne stuprata in discoteca mentre le “amiche” filmavano con il telefonino. Tre fatti di cronaca recente che non possono farci notare quanto la rete possa rispondere veementemente non al reato di violenza o di pubblicazione senza consenso di video o immagini, ma piuttosto nei confronti di quelle persone che hanno subito il danno, “violentando” per la seconda volta la loro dignità e la loro vita.

Di Tiziana, purtroppo, si è detto tanto e troppo, arrivando addirittura a contestare il fatto che la persecuzione degli pseudo opinionisti virtuali sia stata causata dal fatto che la ragazza avesse deciso di girare un filmato durante un rapporto sessuale. L’hanno apostrofata con le peggiori parole, sbattendola sul banco degli imputati di un tribunale “sociale”, che ricorda neanche troppo lontanamente quello della Santa Inquisizione, condannandola senza possibilità di replica, in quello che oramai è il modus operandi della rete. C’è addirittura chi si è spinto oltre, condannandola non solo per i suoi video, ma anche per il suo estremo gesto, in nome di una interpretazione della morale cristiana che riporta l’Italia indietro al medioevo. Non è andata meglio alle altre due giovani donne. La prima vittima di anni di violenze di gruppo, che si è vista poi abbandonata dai suoi concittadini e dalla famiglia in nome di una rispettabilità figlia di apparenza e ignoranza. Mentre la seconda, violentata in un bagno di una discoteca, si è vista tradire nel momento del bisogno da quelle che riteneva amiche, che hanno preferito non aiutarla e umiliarla nei giorni successivi pubblicando il video della violenza da lei subita.

Filo rosso che unisce questi tre tragici episodi è l’incapacità di alcuni internauti di riconoscere i colpevoli di reato, difendendoli, scusandoli e giustificandoli, attaccando le vittime per il loro modo di vestire o di comportarsi. Questi atteggiamenti sono figli di cittadini non abituati ad informarsi, che preferiscono ricevere passivamente le notizie senza approfondire ed in certi casi rifiutandosi di capire, esprimendo un giudizio pubblico senza conoscere nulla dell’argomento di cui stanno parlando, esprimendosi solamente attraverso frasi fatte e stereotipi vecchi di decenni, che impediscono all’Italia di uscire dal medioevo culturale e dal feudalesimo del terzo millennio in cui è piombata in ogni ambito della società.

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  • Paolo Vittorio Minotti

    Certo l’assunzione acritica delle notizie è un problema, ma non peggiore della mancanza delle informazioni o del loro controllo e manipolazione.
    Non possiamo rinunciare alla possibilità di accedere al web senza limitazioni.

    Dobbiamo se mai riflettere su quai siano i valori comuni e accettare la responsabilità dei nostri comportamenti individuali superando l’oppio della Privacy.
    Non posso commettere un atto deprecabile e pretendere di non essere additato al pubblico ludibrio perchè “nego il consenso”.
    Dobbiamo anche riflettere su come si siano modificati i rapporti sociali.
    Il gruppo, con le sue manifestazioni negative di bullismo e nonnismo, è una struttura sociale casuale e necessaria che protegge i propri appartenenti in alternativa alla famiglia e si forma all’esterno di questa.
    Come possono essere considerate amiche quelle che filmavano la diciassettene violentata?
    Loro meriterebbero certo la gogna, magari anche fisica.

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