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Merkel battuta alle regionali, “sfodera le unghie” contro l’estrema destra.

By   /   8 Settembre 2016  /   Commenti disabilitati su Merkel battuta alle regionali, “sfodera le unghie” contro l’estrema destra.

merkel 4Le elezioni regionali tedesche del 4 settembre non sono andate bene per la Cancelliera. Il suo partito, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) ha perso moltissimo e l’ultradestra ha guadagnato significative posizioni. Per Angela Merkel, lo schiaffo è stato brutale. La CDU  ha subito una grave battuta d’arresto nel Land  Mecklembourg Pomerania occidentale. Ha ottenuto  poco più del 19% dei voti, due punti dietro l’Alternativa (AFD), partito di estrema destra, che raccoglie più del 21% dei voti, e più di dieci punti dietro il Partito Socialdemocratico (SPD), che supera il 30%. Un terzo posto mal digerito.

La Merkel si è sentita quindi in dovere di passare all’attacco mettendo in guardia i partiti tradizionali contro la crescita dell’estremismo e solo tre giorni dopo la debacle, il  7 settembre, è intervenuta al  Bundenstag per rappresentare le sue preoccupazioni e per invitare tutti i deputati alla massima attenzione e ad un comportamento responsabile di fronte alla crescita dell’estremismo. Secondo la Cancelliera questa crescita nei suffragi da parte dell’AFD non è solo un problema per la CDU, che è stata superata nel voto,   ma  un pericolo per tutto il Parlamento.

“Sono assolutamente convinta che se rimaniamo legati alle nostre convinzioni ed ai nostri valori che sono libertà, sicurezza, giustizia, solidarietà, nel rispetto della verità, allora potremo riconquistare l’unica cosa che serve al Governo del Paese, la fiducia della gente” ha affermato con convinzione.

Ma la situazione deve essere per lei veramente preoccupante se per la prima volta il suo discorso è apparso a tutti poco politico e molto “tagliente” nelle affermazioni. In tutta evidenza l’inossidabile Merkel molto più che in passato è ora costretta a tenere conto anche di chi critica le sue iniziative e questo significa che la crescita degli estremisti è finalmente un problema nazionale anche per la compassata premier. Nell’intervento di fronte ai parlamentari ha ovviamente difeso la sua politica nei confronti dei rifugiati, più volte criticata anche all’interno della sua maggioranza dove molti sostengono che abbia troppo generosamente aperto le porte del paese ai rifugiati. Ora deve recuperare terreno e convincere i Tedeschi del contrario. Dopo il sentimentale entusiasmo per la solidarietà verso i profughi siriani dello scorso anno, ora bando agli irrazionali moti d’animo che i governanti non possono permettersi. Occorre riportare al più presto tutto nelle regole, perché è sicuramente questo che i tedeschi apprezzano di più e pretendono dal loro governo.

merkel-turchia-230416Ma d’altro canto questo risultato elettorale non è proprio una sorpresa. Per diverse settimane, tutti gli osservatori erano concordi nel dire che il consenso nei confronti dell’AFD aveva goduto di un forte impulso. E negli ultimi giorni prima del voto , i sondaggi avevano già collocato il partito di estrema destra al secondo posto dietro la SPD e prima della CDU.

Scontate le dichiarazioni di già subito dopo l’annuncio delle prime stime: “questa è la prova che i cittadini non si fidano dei vecchi partiti”, ha affermato il portavoce della premier. “Questo è forse l’inizio della fine di Angela Merkel alla cancelleria”, ha invece ribadito il partito AFD del Land andato alle urne.

Ad un anno dalle prossime elezioni parlamentari, l’esito del voto regionale era particolarmente atteso perché la sfida in quel Land per la Cancelliera aveva un preciso valore simbolico: a partire dal 1990, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore è stata infatti la terra di elezione di Angela Merkel. Per la Cancelliera, che si era direttamente esposta nella campagna il risultato suona come un serio avvertimento.

Ma il warning vale anche per altri. Quanto avvenuto in Germania conferma anche il fatto che ormai la presa sull’elettorato di populisti ed estrema destra è un problema comune per i principali Stati europei. Preoccupazione vera che accomuna la Germania a Francia e Italia dove questo comparto politico ha già saldamente preso piede. Mal comune……….per questa volta …..niente gaudio, ma grandi problemi per tutti.

di Roberto Bernardini

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