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Elezioni americane, Hillary veramente favorita?

By   /   7 agosto 2016  /   1 Comment

hillaryChi sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti? Nessuno può oggi dirlo. Tutte le opzioni sono ancora aperte ed il comportamento dei candidati fa oscillare la bilancia dall’una e dall’altra parte senza che l’elettorato decida da che parte debba stare, almeno in maggioranza.

Trump non si fa mancare le critiche per le sue posizioni verso i principali problemi mondiali e quelli specifici che riguardano gli USA: l’immigrazione islamica verso gli Stati Uniti che ha detto di voler chiudere, la NATO da riformare per riequilibrare il link transatlantico oggi a sfavore di Washington e via dicendo. Queste sono solo due delle frecce nella sua faretra di populista utili per alimentare il consenso.

Hillary è come sempre amata da pochi ed odiata da molti, capita a molti politici di lungo corso, non solo dai repubblicani ma anche da larghe fette di elettori democratici, e conserva la posizione di “male minore” per l’America orfana di leader adeguati. Ed allora viene da chiedersi: perché Hillary Clinton è così impopolare?‘ Se lo è chiesto David Brooks, editorialista del New York Times, che in un suo recente articolo ha tracciato queste linee della personalità della Clinton. Lui sostiene che per capirne la “ratio”, invece di porre l’attenzione sui suoi traguardi e successi politici occorre analizzare il suo contesto psicologico personale. Succede mai che Hillary Clinton faccia qualcosa per puro divertimento? Mai. Per temperamento non si abbandona a reazioni banali perché è completamente assorbita dalla sua carriera. La sua impopolarità è simile a quella di cui soffrono i maniaci del lavoro e il suo essere sempre e solo “orientata” in modo formale alla sua carriera la mette in diretto contrasto con i costumi della nostra epoca tutta protesa verso i social media, che sono intimità, sfera personale, fiducia e anche vulnerabilità. Tutti sentimenti che apparentemente non le appartengono. Ciononostante la stampa americana, anche quella repubblicana, non affonda mai il coltello contro Hillary perché il rifiuto di Trump è forte anche nel suo Partito e sta dando luogo a strane alleanze con potentati democratici.

Per come a volte la descrivono sembra che Hillary sia una new entry nella politica. Qualcuno tenta un “lavaggio del suo passato”? Ma lei è stata First Lady, membro del Senato e chiacchierato Segretario di Stato. Sembra che tutti abbiano dimenticato le sue responsabilità politiche, ad esempio il suo sostegno all’invasione dell’Iraq nel 2003 ed al rovesciamento del leader libico Muammar Gheddafi, i suoi rapporti con la Goldman Sachs dove era chiamata come conferenziere a 225.000 dollari ad evento. Per non parlare poi del suo conflitto di interessi con la Fondazione Clinton – un’associazione filantropica multinazionale e milionaria a conduzione familiare – quando era membro dell’amministrazione Obama. Secondo il New York Times fece transitare i soldi stanziati per un programma federale di lotta contro l’AIDS in Ruanda in un programma di formazione istituito dalla sua Fondazione.

Ma poi quando si apre il cofanetto delle sue azioni precedenti a tutto campo dal mondo della politica a quello della finanza, emergono anche i collegamenti di Hillary con Wall Street, che sembra abbia finanziato sia la sua campagna sia la Fondazione Clinton. I rapporti poi si complicano ulteriormente quando si ricorda che anche Trump ha donato alla Fondazione Clinton più di $ 100.000 in 2009. All’epoca i Clinton ed i Trump erano in ottimi rapporti, Donald era molto gentile con Bill e Hillary e si sono amabilmente frequentati per molti anni, addirittura li ha invitati al suo terzo matrimonio, nel 2005, ospitandoli in prima fila, e riservando loro ampi sorrisi, suggerendo amabilmente di godersi la serata come ospiti di assoluto riguardo. hillary 2Ecco questo episodio è riconosciuto ad Hillary come divertimento, una debolezza quasi umana ancorché sempre finalizzata al consolidamento della sua immagine di donna “veramente” in carriera. Colpisce solo di fioretto David Brooks, mai di spada. Un motivo c’è: in America molti credono che se Hillary Clinton riuscirà a farsi eleggere, sarà perché molti elettori non possono sopportare l’idea di essere governati dal potenziale dittatore Donald Trump. Anche da quelle parti gli elettori dovranno imparare a turarsi il naso mettendo la scheda nell’urna. Vedremo.

di Roberto Bernardini

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  • gianni

    quando era Segretario di stato era il politico più popolare, è stata considerata un ottimo segretario di stato da opinionisti di destra e sinistra, la questione della libia è stata voluta dai francesi e dagli inglesi,che avevano promesso di gestire la transizione ma non hanno rispettato i patti, con l’avallo dell’amministrazione Obama, in genere nei conflitti i presidenti chiedono il parere al segretario alla difesa più che al capo della diplomazia, inoltre l’opinione pubblica americana si è interessata al fatto di bengasi non a quel dittatore, terrorista di Gheddafi a cui lo stato italiano pagava 2 miliardi di euro l’anno! la sua popolarità è iniziata a calare dal 2015 quando ha dichiarato ufficialmente di candidarsi ma questo capita perchè l’elettorato si polarizza e poi hanno montato quella buffonata dell’email per non parlare del sessismo e dell’odio nei confronti delle donne che emerge quando una donna è vincente!inoltre da 15 anni secondo il sondaggista Gallup è la donna più ammirata degli Stati uniti! quindi basta con queste solite boiate da copia e incolla!

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