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La bonifica della Pianura Pontina approda su RaiUno

By   /   4 Agosto 2016  /   Commenti disabilitati su La bonifica della Pianura Pontina approda su RaiUno

pianura pontinaLunedì 1 agosto è andata in onda su Rai Uno una nuova puntata di “Fuori Luogo”, il programma diretto e condotto da Mario Tozzi che presenta luoghi d’Italia dove l’impatto della modernità ha messo in crisi equilibri antichi, civiltà tradizionali e spesso anche la salute del territorio.

Tema della puntata, la “Pianura Pontina”, territorio a sud di Roma, che nel ventennio fascista diventò la più grande opera realizzata da Mussolini: una bonifica totale dell’area con insediamento di popolazione e fondazione di cinque nuove città: Latina, Sabaudia, Pontinia, Aprilia, Pomezia.

Già dal titolo della puntata, “Paludi Pontine, l’Amazzonia perduta”, si intuisce quale sarà il punto di vista di Tozzi: 11 mila ettari di foresta “che oggi sarebbe considerata preziosa e verrebbe protetta anche per contrastare i cambiamenti climatici, ma che invece quasi un secolo fa venne cancellata per sempre dalla bonifica del regime fascista”.

La puntata è nel suo insieme costruita molto bene con informazioni dettagliate e precise, viene mostrato sia lo stato primordiale della foresta che le opere volute da Mussolini con la costruzione di una fitta rete di canali, idrovore tra le più grandi d’Europa per mantenere stabile il livello delle acque e le zone edificate, borghi compresi.

Per chi è nato e vissuto in questi luoghi la percezione della trasformazione del territorio è sicuramente diversa da chi ha analizzato i fatti da una prospettiva diversa. La chiave della puntata sta proprio nell’intervento di Antonio Pennacchi, il noto scrittore pontino autore tra l’altro del romanzo “Canale Mussolini”, ambientato proprio nel periodo della bonifica. La sua visione del cambiamento radicale del territorio non è affatto percepito in modo negativo, anzi, viene messo in risalto l’opportunità di poter abitare e vivere zone che altrimenti erano inaccessibili e infestate dalla malaria fino a neanche un secolo fa.

Nonostante questo intervento, Tozzi resta della sua opinione e conclude lo speciale convinto che la bonifica della pianura pontina è stato il più grande genocidio di alberi in Europa, sono state cancellate migliaia di specie e in generale il salto nella modernità poteva essere affrontato in modo diverso.

Proprio questo è il punto su cui si potrebbe aprire un dibattito: se da una parte è vero che la deforestazione ha cancellato molte specie, dall’altra parte un posto inaccessibile all’uomo è stato trasformato in città vivibili con tutti i servizi, riuscendo comunque a preservare alcuni dei luoghi originali come ad esempio il Parco Nazionale del Circeo.

Le domande che si potrebbero porre al conduttore sono altre: siamo sicuri che con tutti i mezzi di oggi e le conoscenze si sarebbe potuto fare un’opera migliore? Oppure qualche palazzinaro avrebbe bonificato a macchia di leopardo solo alcune zone, costruendo obbrobri senza senso giusto per far colare un po’ di cemento? Un governo di destra o di sinistra oggi sarebbe in grado di portare a compimento un’opera così imponente?

La storia della pianura pontina racconta di errori fatti più nel periodo post-fascista, con abusi edilizi lungo la costa, grattacieli eretti in mezzo al nulla, una centrale nucleare installata sul mare e tante fabbriche che hanno inquinato parte del territorio. Non sempre la modernità porta idee migliori.

E questo articolo non è un ode a Mussolini. Assolutamente!  

di Andrea Barboni

E’ possibile rivedere la puntata e farsi la propria opinione su : http://www.fuoriluogo.rai.it.html

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