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Continua la protesta cinese per lo schieramento del THAAD in Corea del Sud

By   /   3 Agosto 2016  /   Commenti disabilitati su Continua la protesta cinese per lo schieramento del THAAD in Corea del Sud

THAAD 3La Cina proprio non ci sta. Non vuole che gli Stati Uniti schierino il sistema missilistico Terminal High Altitude Area Defense (Difesa d’area terminale ad alta quota – THAAD) in Corea del Sud e rievoca i fantasmi della Guerra Fredda e la ripresa di una corsa agli armamenti, in contrasto con la voluta denuclearizzazione della Penisola.

Per la Cina, la presenza dello scudo anti-missili balistici rompe gli equilibri strategici della regione poiché il sistema THAAD, basato su radar di sorveglianza (AN/TPY-2) in banda X con una portata di circa 2.000 Km, consentirebbe agli Stati Uniti di spiare il territorio di quasi mezza Cina e la parte meridionale dell’est della Russia. In pratica, minaccerebbe la sicurezza nazionale dei suddetti Paesi.

Seul, da parte sua, sostiene che il sistema garantirebbe la copertura contro i missili balistici e nucleari tipo Toksa, SCUD e No Dong in possesso di Pyongyang che ha, immediatamente, minacciato ritorsioni.

Va precisato che la Corea del Sud dispone del Patriot Advanced Capability (PAC III) che ha una portata da 20 a 30 Km contro missili balistici, e che, inoltre, sta sviluppando il sistema L-SAM che dovrebbe avere una portata di 150 Km ma che presumibilmente entrerà in servizio non prima del 2023.

La Cina motiva la sua tesi basandosi sul fatto che il THAAD è concepito per intercettare missili balistici intercontinentali ad alta quota, mentre la Corea del Nord, per attaccare la Corea del Sud farebbe ricorso a missili a corto raggio e armi convenzionali, rendendo, di fatto, inutile lo schieramento di un sistema sovradimensionato e, quindi, di nessun valore deterrente.

Inoltre, avendo il THAAD un raggio di 200 Km, dovrebbe essere schierato a circa 300 Km a sud-est di Seul, nella regione del Seongju, cioè lontano dal confine con la Corea del Nord, e, di conseguenza, la capitale e le aree viciniori non sarebbero protette. Pertanto, secondo Pechino, lo schieramento serve solo agli Stati Uniti per porre in essere lo scudo balistico nell’area asiatica del Pacifico, al fine di conservare la sua egemonia nell’area.

Durante la sua visita a Pechino, lo scorso febbraio, il Segretario di Stato Americano, John Kerry, ha cercato di rassicurare i cinesi sostenendo che ”la Cina non deve preoccuparsi dello schieramento del THAAD in quanto il sistema è puramente difensivo, ovvero in grado di abbattere missili balistici in arrivo….il suo schieramento in Corea del Sud è anche per proteggere gli Stati Uniti”.

Una batteria è composta da 4 a 9 lanciatori, ciascuno con 8 missili intercettori con capacità “hit-to-kill”, e 2 Posti Comando Comando (Tactical Operations Centers – TOC) e un radar terrestre AN/TPY-2. Attualmente gli Stati Uniti dispongono di 5 batterie THAAD e sono tutte assegnate a Fort Bliss, El Paso, Texas. Una di queste batterie è stata schierata a Guam, nell’arcipelago delle Marianne, nell’aprile del 2013 come deterrente contro le provocazioni della Corea del Nord. Inoltre, 2 radar AN/TPY-2 sono schierati in Giappone (a Shariki e Kyogamisaki), mentre assetti spaziali, una varietà di radar navali e radar terresti sono sparsi in diverse parti del Pacifico.

La Lockheed Martin sta sviluppando un THAAD migliorato in grado di intercettare velivoli ipersonici (Hypersonic Glide Vehicle – HGF), come il cinese DF-ZF (noto anche come WU-14). Si tratta di un sistema che viene lanciato da un missile balistico intermedio DF-21 e, una volta nell’atmosfera, si comporta come un aliante e vola ad una velocità tra i 6.400 e i 11.300 Km orari. Impossibile, o quasi, da intercettare e nel giro di un’ora può colpire qualsiasi parte del mondo.

Intanto, giovedì scorso a Seul, i cittadini di Seongju, che avevano già manifestato il loro dissenso lo scorso 21 luglio, sono nuovamente scesi in piazza contro lo schieramento del THAAD.

Nonostante le continue e vibranti proteste della Cina, l’unica alternativa che Stati Uniti e Corea del Sud possano rivedere la loro decisione è che la Cina cambi il suo atteggiamento nei confronti della Corea del Nord, approvando un inasprimento delle sanzioni nei suoi confronti. Cosa che fino ad oggi non è successo.

di Vito Di Ventura

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