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Turchia: il primo pacchetto di modifiche già in approvazione al Parlamento

By   /   31 Luglio 2016  /   Commenti disabilitati su Turchia: il primo pacchetto di modifiche già in approvazione al Parlamento

Spotlight: Turkey says 18,044 detained so far in post-coup crackdowns xhne.ws/JnZgSA due settimane dal fallito colpo di stato, continuano le epurazioni e arrivano i primi provvedimenti verso un aumento del potere nelle mani del Presidente Recep Taqyyip Erdogan. Primo tra tutti, il controllo diretto sui Servizi Segreti e sul Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

Il pacchetto completo prevede: la chiusura dell’Accademia Militare, sostituita dall’Università Nazionale della Difesa, a cui gli studenti potranno accedere direttamente dalle scuole; la chiusura degli Ospedali Militari che passeranno al Ministero della Salute; il controllo del Ministro della Difesa sugli alti vertici militari; la gendarmeria ridotta in numero, ma migliorata nell’armamento.

Il pacchetto, che dovrà essere approvato dal Parlamento, rappresenta un primo importante passo verso il controllo completo e diretto dei civili sui militari, fino a ieri godeva di larghe autonomie e potere decisionale e, sopratutto, forte peso politico. Inoltre, questa serie di provvedimenti sarà il preludio ai cambiamenti alla Costituzione così cari ad Erdogan per poter finalmente governare con assoluta libertà, senza il minimo di contraddittorio da parte di un’opposizione ormai decapitata e quasi inesistente.

A tal proposito, la Turchia continua a chiedere, agli Stati Uniti che rifiutano, l’estradizione di Fethullah Gulen, accusato di essere il mandante del colpo di stato dello scorso 15 luglio. Il Presidente Erdogan ha criticato acerbamente i commenti di del Generale Joseph Votel, capo del l’U.S. Central Command, accusandolo di essere “dalla parte dei cospiratori”.

Il Generale americano aveva semplicemente commentato che la retata dei generali vicni a Gulen potrebbe influenzare la cooperazione militare conla Turchia per combattere lo Stato Islamico (IS). “Abbiamo certamente avuto rapporti con un tanti leader turchi, e, in particolare, leader militari, e sono preoccupato per l’impatto che questo può avere su quei rapporti

Secondo il Ministro dell’Interno Efkar Ala il numero dei detenuti a vario titolo (docmiciliari, ecc), ritenuti aderenti al colpo di stato , è di 18.044 persone, di cui 9.677 sono già in carcere, mentre sono stati ritirati i passporti a 49.211 cittadini.

Erdogan tra l’altro critica l’indifferenza delle potenze mondiali che, a suo avviso, si sono limitate solo a esprimere solo la loro preoccupazione per il fallito colpo di stato, ma nessuna si è recata o ha inviato delegazioni ufficiali in Turchia.

di Vito Di Ventura

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