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Quel pasticciaccio brutto di Rouen

By   /   30 Luglio 2016  /   Commenti disabilitati su Quel pasticciaccio brutto di Rouen

rouenCosa è successo e cosa abbiamo visto a Rouen sono due cose completamente diverse: un assalto ad una Chiesa, durante una Messa poco frequentata, in un paese di campagna nei pressi di Rouen, da parte di due miliziani, che ha comportato la morte dei due attentatori, in cambio di quella di un anziano sacerdote e un frequentante della funzione sacra.

Obbiettivo di nessun interesse militare, conquistato a un costo spaventoso: due soldati morti per uccidere due civili inermi.

Ancora una volta lo Stato Islamico (IS) dimostra di avere assai più potenza mediatica che capacità militare, con una conoscenza particolarmente approfondita delle PSYOPS (le operazioni di guerra psicologica, dirette ad ampliare gli effetti degli eventi bellici, o a supportare il comando, mediante induzione di comportamenti nel nemico).

Infatti, il risultato è l’effetto che ha provocato nell’opinione pubblica: un povero anziano sacerdote inerme sgozzato (solo la parola ‘sgozzato’ evoca ricordi ancestrali ed una paura atavica, perché è la sorte dell’animale condotto al macello), un paesino, privo di qualsiasi rilevanza, non considerato nemmeno nei principali itinerari turistici, sconvolto.

E proprio questo colpisce, una volta di più, le nostre sicurezze: come gli attentati di Parigi incide sulla normalità sulla vita quotidiana, ci dice che non siamo al sicuro non solo nelle grandi città, negli assembramenti di persone, in date ed eventi di particolare rilevanza storica o mediatica.

Neppure una Messa frequentata da una decina di persone in un paesino sperduto della Normandia è un luogo sicuro, e questo ci rende sempre più prigionieri delle nostre case, una prigione non fatta di sbarre e di guardie, ma di paura.

E alla fine questo è il vero messaggio del Terrorismo: abbiate paura, perché non sarete sicuri nemmeno nelle vostre case. Eppure nessuno pare volerlo realmente combattere, sopratutto colpendolo alle radici ideologiche, quella che mobilita le menti e i cuori di molti ragazzi musulmani.

Domani, sembra, che alcuni Imam e i loro fedeli si recheranno in chiesa, in Francia come in Italia, come segno di vicinanza ai cristiani, di testimonianza e di condanna alla violenza. E’ già un segno…preti e suore già in un passato recente hanno versato il loro sangue senza tuttavia che un tale gesto fosse compiuto. Speriamo che non resti solo un gesto isolato e propagandistico.

di Marco Eller Vainicher

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