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In Italia tra i lavoratori è emergenza formazione

By   /   29 Luglio 2016  /   Commenti disabilitati su In Italia tra i lavoratori è emergenza formazione

Emergenza formazione 1Al Word Economic Forum di Davos, si è discusso di quanto le nuove tecnologie incidano sull’occupazione, sulla formazione e sulla forza lavoro a livello globale. In particolar modo è stato analizzato il periodo di tempo che va dal 2016 al 2020, quando la rivoluzione industriale avrà raggiunto l’era della robotica avanzata. I primi segnali di questo progresso sono il trasporto autonomo e l’intelligenza artificiale, sul quale tutti i colossi dell’informatica stanno investendo moltissimo.

Ma l’Italia e la sua forza lavoro è pronta a questo passo epocale?

Purtroppo i dati emersi sulla formazione nel nostro Paese ci mettono davanti solo a Polonia, Turchia, Grecia e Romania. Infatti nelle grandi aziende e nelle PMI in Italia, si investe poco e male nella formazione del personale. La maggior parte dei corsi organizzati riguardano tematiche “obbligatorie” come la sicurezza, nel 18% dei casi, le lingue, nel 20%, e la qualità, nel 5,5%. L’informatica, tema che dovrebbe essere principe della formazione, tocca solamente il 10% e nello specifico si tratta per lo più delle basi dell’utilizzo del PC. Pochissime aziende in Italia investono nella formazione per le nuove tecnologie e per il web, facendo aumentare drasticamente il gap della forza lavoro italiana con quella globale.

Emergenza formazione 2Proprio su questa tematica Carlo Barberis, Presidente dell’Osservatorio Expotraining, ha dichiarato “Il problema principale che i nostri dati evidenziano non è solo la già grave bassa propensione all’investimento o lo scarso utilizzo dei fondi di vario genere pure disponibili, ma anche la qualità della formazione. In Italia esistono formatori di altissimo livello, ma la richiesta del mercato è ferma a 20 anni fa, alla formazione obbligatoria, al massimo alle lingue o alle nozioni di base dell’informatica. Si fa poca innovazione, si preparano poco le nuove figure professionali e le nuove competenze trasversali che tra breve saranno indispensabili e che stanno già rivoluzionando il mondo del lavoro e la concorrenza globale. Per questo parliamo di “emergenza formazione”, abbiamo pochi anni ormai per cambiare radicalmente atteggiamento, per investire nella formazione nelle imprese e per innovare le competenze, altrimenti dalla crisi non usciremo mai davvero e questa volta la responsabilità sarà del tutto nostra“.

Ne risulta uno scenario non positivo e se la rotta non fosse invertita porterebbe i lavoratori italiani sempre più ai margini del mercato del lavoro globale.

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