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Siria: Attacco terroristico a Qamishli e lancio di volantini su Aleppo

By   /   28 Luglio 2016  /   Commenti disabilitati su Siria: Attacco terroristico a Qamishli e lancio di volantini su Aleppo

QamishliIeri la città di Qamishli, una città a prevalenza curda, è stata oggetto di bombardamenti a colpi di mortaio da parte dei , mentre contemporaneamente un camion pieno di esplosivo, guidato da un suicida, si faceva esplodere dopo aver oltrepassato il cordone di sicurezza delle forze curde.

Le esplosioni hanno provocato la morte di almeno 52 persone e il ferimento di oltre 180 , ma il numero è tristemente destinato a salire considerato che i soccorsi stanno ancora scavando tra le macerie.

La città di Qamishli, a nordest della Siria, è sta già stata in passato oggetto di attacchi a causa degli scontri tra i combattenti curdi di protezione Unità Popolare (YPG), sostenuti dagli Stati Uniti, e i militanti dello Stato Islamico.

Ad Aleppo invece è partita la controffensiva mediatica del Presidente Bashar al-Assad. Migliaia di volantini sono stati lanciati da elicotteri sulla città; volantini inneggianti al perdono “reale” a quanti lasceranno le armi e si consegneranno alle forze di polizia.

Aleppo, ai confini con la Turchia, è la più grande città siriana e, una volta, importante centro economico. Sin dall’origine della rivolta contro il governo di Assad, è stata al centro di attacchi e contrattacchi. Nell’estate del 2012, migliaia di militanti hanno invaso il distretto di Aleppo, colpendo il centro vitale dell’economia del governo siriano che ha ripetutamente accusato la Turchia di appoggiare i ribelli.

Attualmente, la città è circondata dall’Esercito di Assad, che ha il controllo di gran parte della città e ha tagliato le vie di rifornimento ai militanti, che si sono asserragliati nel quartiere est della città, lasciando alcuni corridoi aperti per dare la possibilità ai civili di abbandonare l’aerea.

In un’intervista alla TV greca il Presidente Bashar al-Assad ha dichiarato che “i ribelli che abbandoneranno le armi e vorranno tornare alla vita normale, otterranno il perdono…ritengo che il perdono sia una buona opzione per aiutare quelle persone che detengono le armi per vari motivi“.

di Vito Di Ventura

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