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Golpe in Turchia, siamo sicuri che non ci sia Erdogan dietro?

By   /   16 Luglio 2016  /   Commenti disabilitati su Golpe in Turchia, siamo sicuri che non ci sia Erdogan dietro?

Colpo di StatoIeri, intorno la mezzanotte, è comparsa su tutti i giornali la notizia di un presunto colpo di Stato in Turchia, con tanto di fuga di Erdogan verso la Germania a bordo di un aereo che lo aspettava con i motori già accesi.

Quasi incredibile è che a mezzanotte Erdogan non si trovasse a letto, ma fosse vestito, con le valige fatte e l’aereo col motore caldo che già rullava sulla pista mentre i carri armati dell’Esercito occupavano la città.

Ancora più incredibile è che ieri sera si parlasse di occupazione militare della Turchia e che questa mattina la stessa nazione abbia assistito ad una decapitazione dell’Esercito, garante che impedisce ad Erdogan di stravolgere la laicità della Costituzione. La domanda che sorge spontanea è: abbiamo veramente assistito ad un colpo di Stato, oppure era solo quello che in gergo militare si chiama PSYOPS (termine inglese che indica l’utilizzo pianificato della propaganda e di azioni psicologiche atte a influenzare opinioni ed emozioni di gruppi ostili in modo da raggiungere determinati obiettivi nazionali)?

Ma cosa sarebbe successo durante la notte?

Stando alle prime frammentarie notizie, quattro Generali organizzano un colpo di Stato. Muovono le truppe corazzate che riescono ad occupare Istanbul, impedendo a chiunque di allontanarsene o di entrarvi. Migliaia di soldati si aggirano per la città. Viene proclamata la legge marziale. Le Forze Armate occupano i mezzi di comunicazione di massa e viene bloccata la rete informatica. Nessuno può più muoversi.

Tutte le mosse descrivono una rivoluzione organizzata con meticolosa precisione. Ma nonostante inizi in piena notte, nessuno prova ad arrestare Erdogan ed i suoi ministri che, vista l’ora, verosimilmente si trovavano nelle loro abitazioni. Ma se ciò non bastasse mentre il Capo dello Stato scappa in aereo nessuno degli F16 in volo sulla città cerca di intercettarlo od abbatterlo e stranamente il Primo Ministro ed il Governo restano ad Istanbul liberi.

Infine le forze rivoluzionarie, composte da reggimenti corazzati e meccanizzati dell’Esercito e stormi dell’Aeronautica, quando qualche centinaio di poliziotti armati di pistola intimano loro la resa, gettano le armi come fossero terrorizzati.

Dopo poche ore dal suo inizio la rivoluzione si sgonfia, Erdogan torna a casa, scende dall’aereo tra la folla plaudente ed inizia la resa dei conti. Migliaia di persone scomode, in un modo o nell’altro, scompaiono. Oltre millecinquecento vengono arrestate. Dalle duecento alle quattrocento sono morte e tra queste i vertici delle Forze Armate. Cinque Generali e una cinquantina di colonnelli sgraditi vengono accompagnati in carcere.

Nello stesso momento si annuncia una riunione straordinaria del Parlamento, in cui verranno approvate leggi speciali e la volontà di andare verso il presidenzialismo, mentre i garanti della laicità dello Stato occupano le patrie galere.

Interessante poi l’enorme amore nel popolo di Istanbul, che ha fermato i mezzi corazzati a mani nude in difesa di Erdogan, un Presidente che ha vinto le ultime elezioni con numeri risicatissimi e che invece adesso è un capo di Stato particolarmente popolare e potente, con il potere necessario per cambiare la costituzione e senza nessuno che si possa opporre.

Nonostante si parli della Turchia, Stato dalle mille sfaccettature e non nuovo a eventi sorprendenti, non sembra tutto un po’ improbabile?

Di Marco Eller Vainicher

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