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L’arte dei Guggenheim a Palazzo Strozzi

By   /   4 Luglio 2016  /   Commenti disabilitati su L’arte dei Guggenheim a Palazzo Strozzi

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Tra i collezionisti illuminati che con le loro scelte e il loro mecenatismo sono riusciti a condizionare e favorire allo stesso tempo l’arte contemporanea un posto di primo piano spetta ai Guggenheim. Solomon e Peggy, zio e nipote, diversi tra loro, ma entrambi innamorati delle novità artistiche proposte dalle avanguardie sia in America che in Europa.

In particolare Peggy Guggenheim venne anche contestata per le proprie scelte innovative che suscitavano perplessità nei critici. Ma Peggy continuò convinta per la strada intrapresa alla ricerca della creatività e nel 1949 presentò per la prima volta la sua collezione d’arte a Firenze nel corso di un evento che coincise con l’inaugurazione della Strozzina.

Il tempo diede poi ragione a Peggy e oggi, dopo che la sua collezione si è accasata definitivamente a Venezia, il nome Guggenheim è sinonimo di arte contemporanea eccelsa e di storia delle neoavanguardie del secondo dopoguerra in un costante colloquio tra i principali artisti europei ed americani.

Si spiega così, a distanza di 67 anni, il ritorno a Firenze di tanti capolavori del Guggenheim esposti nuovamente a Palazzo Strozzi nel corso della mostra “Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim” visitabile fino al prossimo 24 luglio.

La manifestazione, organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e da The Solomon R. Guggenheim Foundation presenta oltre 100 capolavori europei ed americani che spaziano dagli anni venti ai sessanta del Novecento. Protagonisti tanti artisti, ma non meno protagonisti, anzi attori determinanti, i Guggenheim.

L’occasione è ghiotta per gli appassionati d’arte che possono ammirare grandi dipinti, sculture, incisioni e fotografie in un confronto tra grandi firme europee da Marcel Duchamp a Max Ernst, da Man Ray a Pablo Picasso, da Burri a Vedova, da Dubuffet a Fontana e grandi firme d’oltre oceano come quelle di Jackson Pollock, Rothko, de Kooning, Calder, Roy Lichtenstein fino a Cy Twombly.

Tra le singole opere esposte a Firenze, da citare anche la monumentale tela di Kandinsky “Curva dominante” (1936) che Peggy vendette durante la guerra alimentando uno dei suoi più grandi rimorsi da collezionista e “Il bacio” di Ernst, icona della mostra alla Strozzina del 1949 e manifesto dell’arte surrealista.

Ammirabili nelle nove sale del Palazzo anche “Studio per scimpanzé” (1957) di Bacon, “Risplendente” (1958) di Sam Francis, “Miscuglio di grigio” (1968-69) di Frank Stella e la grandiosa opera “Preparativi” (1968) di Roy Lichtenstein. I lavori provengono sia da New York che da Venezia e testimoniano l’importanza di entrambe le collezioni, quella di Solomon e quella di Peggy.

Si tratta di massimi capolavori di movimenti artistici che hanno portato alla definizione di arte moderna, dal Surrealismo all’Action Painting fino all’Informale e alla Pop Art, scelti da Luca Massimo Barbero che è tra l’altro curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Una kermesse costellata di opere di grandi maestri da visitare con la consapevolezza di quanto importante fu il contributo ed il servizio reso alla storia dell’arte mondiale dai Guggenheim ed in particolare dall’eccentrica Peggy, all’insegna dell’intuito collezionistico di altissimo livello.

di Aurora Portesio

Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim
a cura di Luca Massimo Barbero
dal 19 marzo al 24 luglio 2016
Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi, Firenze
orari: da lunedì a venerdì ore 9-13 e 14-18

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