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Il genio di Correggio e Parmigianino nella Parma del ‘500

By   /   25 Maggio 2016  /   Commenti disabilitati su Il genio di Correggio e Parmigianino nella Parma del ‘500

Correggio (Antonio Allegri, detto il) Correggio, 1489? Parma,1534 Danae olio su tela / oil on canvas Roma, Galleria Borghese

Correggio (Antonio Allegri, detto il)
Correggio, 1489? Parma,1534
Danae
olio su tela / oil on canvas
Roma, Galleria Borghese

Nel Cinquecento l’arte italiana non aveva come capitali solo Roma, Venezia e Firenze, ma c’erano altre realtà di provincia in cui la cultura era davvero molto fiorente e tra queste figurava di sicuro Parma.

A documentare tutto ciò ai tempi del Rinascimento ci ha pensato un attento studioso di questa area geografica e dei suoi artisti, David Ekserdjian, che ha curato personalmente la mostra “Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento” e il cui interesse ha consentito l’allestimento presso la prestigiosa location romana delle Scuderie del Quirinale.

Il pubblico della città eterna potrà confrontarsi fino al prossimo 26 giugno con due autentici geni artistici dell’epoca: Antonio Allegri (1489-1534) detto Correggio dal nome del suo paese natale e Francesco Mazzola (1503-1540) detto il Parmigianino che del primo fu anche allievo.

Il percorso espositivo articolato in diverse sale comprende oltre 100 rari lavori il cui valore intrinseco ha richiesto la stipula di una polizza assicurativa che ha toccato il mezzo miliardo di euro. In particolare sono ammirabili alle Scuderie in prevalenza dipinti, una ventina a testa dei due maestri, oltre ad altri inediti dei loro discepoli meno noti ma non meno apprezzabili, ovvero Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano.

Differenti tra loro le cifre del Correggio e di Parmigianino, la prima più rinascimentale ed intrisa di colore e luce leonardesca, la seconda più precisa nei contorni e votata al manierismo, con una spiccata predilezione per il disegno e il ritratto.

È proprio grazie a questi due importanti protagonisti dell’arte del Rinascimento che ha potuto prendere corpo nel Ducato la cosiddetta “Scuola di Parma“, vero e proprio polo artistico d’eccellenza.

Il Correggio prima di stabilirsi a Parma conobbe a Mantova il Mantegna per il quale ebbe anche ad affrescare la cappella funebre nella Basilica di S. Andrea. Si specializzò in particolare nell’esecuzione di immagini religiose, ma anche di soggetti mitologici che finiranno per influenzare artisti postumi come Carracci, Watteau e lo stesso Picasso.

Sue in rassegna opere mirabili come “Il martirio di Quattro santi“, “Madonna Barrymore“, “Ritratto di Dama“. “Noli me tangere“, la “Danae“, “La Scuola di Amore” e il “Riposo durante la fuga in Egitto con San Francesco“.

Del Parmigianino, morto prematuramente a soli 37 anni, sono presenti in mostra tra gli altri la giovanile “Pala di Bardi“, il “San Rocco“, la “Conversione di Saulo“, la “Madonna di San Zaccaria” e la celebre “Schiava turca” assunta ad icona della rassegna, oltre ad una serie di bellissimi ritratti.

Ma l’interesse della kermesse si sposta poi opportunamente anche sui disegni del Correggio e del Parmigianino con rari e stupendi lavori esposti del primo che li riteneva funzionali alla propria pittura e quindi alla stregua di studi preparatori. I lavori del secondo, che amava moltissimo il disegno, appaiono maggiormente emotivi.

Un’occasione davvero unica quella delle Scuderie romane per conoscere da vicino i protagonisti della straordinaria stagione dell’arte parmense della prima metà del Cinquecento, al tempo dei Farnese, con stupendi esemplari sia nel campo della pittura che del disegno che ben documentano l’intero percorso artistico di due autori come Correggio e Parmigianino.

di Aurora Portesio

Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento
a cura di David Ekserdjian
dal 12 marzo al 26 giugno 2016
Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16, Roma
orari: da domenica a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22,30

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