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Addestramento e armi alla Libia

By   /   17 Maggio 2016  /   Commenti disabilitati su Addestramento e armi alla Libia

Conferenza per la LibiaLa comunità internazionale è pronta a sostenere, attraverso l’addestramento e l’invio di armi, le forze militari libiche nella lotta contro lo Stato Islamico (IS), questo è in sintesi il risultato dell’incontro internazionale di ieri, tenuto a Vienna, sul futuro della Libia.

I ministri degli esteri provenienti da oltre 20 paesi dell’Europa e del Medio Oriente si sono riuniti nella capitale austriaca, sotto la presidenza congiunta di Stati Uniti e Italia, per discutere su come rafforzare il sostegno al governo di unità nazionale libico per far fronte alle profonde spaccature interne del paese, per affermare la legittimità politica del governo, e soprattutto per far fronte alla crescente minaccia dello Stato Islamico.

Durante la conferenza stampa, seguita alla riunione, il Segretario di Stato americano, John Kerry, ha detto che la comunità internazionale ha il dovere di sostenere il governo di unità nazionale in Libia. Concetto espresso anche dal Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni: “la comunità internazionale è pronta a rispondere alle richieste del governo libico per la formazione e l’assistenza alle forze militari libiche per la lotta contro le reti terroristiche, compresa lo Stato Islamico”.

La Libia, da parte sua, ha chiesto che venga tolto l’embargo sulle armi, al fine di poter combattere i militanti islamici con armi più moderne ed efficaci. Al riguardo il Segretario di Stato americano Kerry si è detto favorevole a “valutare le richieste”.

Dal mese di marzo, dopo anni di disordini, il governo di unità nazionale, guidato da Fayez Sarraj, sta gradualmente esercitando la sua influenza in Libia; tuttavia, il governo deve fare i conti anche con una forte opposizione interna. In particolare, con quella del generale Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk, sostenuto da Egitto ed Emirati Arabi Uniti, ed unica forza militare che è riuscita a fermare l’avanzata dei militanti islamici.

In un contesto in cui, dalla caduta di Gheddafi e la razzia dei depositi militari, le armi di ogni tipo la fanno da padrona ed armano i numerosi gruppi di guerriglieri che difendono i propri interessi regionali e locali, l’invio di ulteriori armamenti potrebbe rendere ancora più esplosiva la situazione, anche perché non vi è garanzia che queste non vadano ad aumentare il già ricco arsenale dei militanti islamici.

di Vito Di Ventura

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